Si conferma la cautela giĂ
manifestata dalle famiglie nell’impostare nuovi e più dinamici piani di spesa;
si riducono, a distanza di un anno, i valori medi delle principali spese
familiari quali alimentari, abbigliamento, calzature, ma aumentano le spese
straordinarie (pc, elettrodomestici o manutenzione dell’abitazione); ci sono
più famiglie che hanno incrementato i consumi, fenomeno però associato ad
aumenti delle spese incomprimibili, i cui prezzi e tariffe sono percepite in
aumento; si è indebolita la ripresa dei consumi registrata nel quarto trimestre
2006 e, soprattutto, sono diminuite del 3,5% le famiglie che prevedono di
aumentare le proprie spese nel prossimo trimestre; cresce la quota di chi
giudica sufficiente la propria capacitĂ di spesa, ma rimane un 12% di famiglie
per le quali la situazione è critica: questi, in sintesi, i dati salienti che
emergono dall’Outlook sui consumi Censis–Confcommercio che fotografa
l’atteggiamento delle famiglie italiane rispetto ai consumi nel primo trimestre
del 2007 e le previsioni per quello successivo.
L’indice sintetico di
propensione al consumo Censis-Confcommercio passa da 2,81 del quarto trimestre
a 2,75 del primo trimestre 2007: una conferma che l’onda della ripresa dei
consumi che l’economia italiana ha attraversato nella metà dell’anno scorso si
è ormai piuttosto indebolita. La dinamica dei quattro indici tematici su
comportamenti di consumo e clima di fiducia indicano che le possibilitĂ di consumo
e risparmio sono praticamente stabili, mentre qualche nube si addensa sul
futuro (indicatore di previsione dei consumi e indicatore del sentiment).
Nel primo trimestre del 2007 le
famiglie hanno incrementato le spese per consumi, ma tale fenomeno, piĂą accentuato
nel Mezzogiorno che nel resto del Paese, sembra tuttavia determinato in larga
misura da aumenti delle spese obbligate e incomprimibili, quali le tariffe per
utenze domestiche, le spese per il carburante e i trasporti e solo in misura
assai ridotta per panieri di beni capaci di determinare l’effettivo
miglioramento del tenore di vita delle famiglie.
L’aspetto della cautela, che
contrasta appunto con l’incremento della spesa in valore nel primo trimestre, è
ben descritto dalla previsione peggiorativa che le stesse famiglie fanno
rispetto ai consumi del trimestre successivo: diminuisce, anche se di poco, la
percentuale di chi prevede di diminuire le spese, ma è del 3,5% la diminuzione
della percentuale di famiglie che prevedono di aumentare i consumi. Una
proiezione dei dati al prossimo trimestre indica una flessione della
percentuale delle famiglie con spese in aumento. L’indicazione di massima che è
possibile trarre da tale dato è che nel secondo trimestre del 2007 potrebbe
verificarsi un rallentamento dei ritmi di crescita (giĂ assai limitati) dei
consumi rispetto al primo trimestre del 2007.
Il confronto tra il primo
trimestre del 2007 ed il primo trimestre del 2006 mette in evidenza come i
valori medi delle principali spese familiari si siano leggermente ridotti,
forse per una progressiva flessione della dinamica inflazionistica o per
tentativi di risparmi effettuati dalle stesse famiglie al momento degli
acquisti (ad esempio per gli alimentari, per l’abbigliamento e le calzature).
Parallelamente, però, si sono
registrati nell’arco di un anno leggeri aumenti nelle spese medie di tipo
straordinario, come quelle per l’acquisto di un PC o di materiale elettronico,
la spesa per un viaggio di svago e divertimento, per interventi di manutenzione
dell’abitazione e per l’acquisto di un elettrodomestico.
Le differenze tra quanto
rilevato nel primo trimestre del 2006 e del 2007 sono molto contenute, ma ci
potrebbero essere leggeri mutamenti nei comportamenti di spesa, con tentativi
di risparmio sui prodotti di largo e generale consumo a favore di spese piĂą
impegnative (elettrodomestici, tecnologia consumer) che arricchiscono il
paniere di consumo delle famiglie italiane.
La quota di famiglie che
considera buone o ottime le proprie capacità di consumo si è attestata nel
primo trimestre del 2007 al 34,2%, in diminuzione rispetto al quarto trimestre
del 2006, ma in aumento rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente,
quando la quota si attestava ad un piĂą scarno 26,7%. Dall’inizio delÂ
2006 ad oggi, la percentuale diÂ
famiglie che dichiara buone capacità economiche si è quindi parecchio
ampliata, ma gli ultimi mesi, come confermato anche dall’Indicatore dei Consumi
Confcommercio (ICC +0.7% in volume i consumi nel primo bimestre 2007 rispetto
al primo bimestre 2006) non consentono di rilevare un vero e proprio
cambiamentodella situazione ed un piĂą diffuso senso di benessere. In questo
periodo è infatti aumentata (di oltre il 7%) soprattutto la percentuale di chi
reputa le proprie capacità di spesa “sufficienti”. Permane inoltre un
consistente numero di famiglie che dichiara condizioni economiche instabili e
critiche, pari al 12% degli intervistati.
Nota – Struttura e caratteristiche del campione
L’Outlook
sui consumi di Censis–Confcommercio è un “osservatorio permanente” istituito
per monitorare, a cadenza periodica, come spendono le famiglie italiane, le
loro aspettative per il futuro e il clima di fiducia del Paese.
I dati ai quali fa riferimento
il presente documento sono stati rilevati attraverso indagini telefoniche con
metodo CATI, su un campione di 1000 famiglie residenti in Italia. Il campione è
stratificato ex ante per tipologia familiare, per ampiezza demografica del
comune di residenza e per area geografica di residenza.
La rilevazione è stata effettuata
fra il 20 e il 24 marzo 2007.