L’Italia è sempre più il Paese dei servizi
I
servizi rappresentano in Italia quasi il 70% del valore aggiunto prodotto e la
loro espansione negli ultimi anni è stata superiore anche a quella di altri
Paesi industrializzati. E’ il quadro che emerge dall’indagine sulle imprese dei
servizi alle persone realizzata dall’Osservatorio sulle piccole e medie imprese
di Capitalia.
Nel
confronto con le economie concorrenti, risulta che la crescita dei servizi è
stata in Germania pari a quella del valore aggiunto (1,2% medio annuo) ed in
Francia lievemente superiore (1,6% contro 1,5%). In Italia, invece, l’aumento
medio annuo del valore aggiunto dei servizi (1,4%) ha sopravanzato nettamente
quello del valore aggiunto dell’intera economia (0,9%). Il contributo dei servizi
alle persone allo sviluppo del terziario italiano, in particolare, è notevole,
con un peso di oltre il 40% sul valore aggiunto totale dei servizi, compresi
quelli finanziari.
L’intero
macrosettore, che vive di capitalismo familiare, comprende circa 1,7 milioni di
imprese, che occupano piĂą di 5 milioni di persone, con una dimensione media di
2,8 addetti contro il 3,8 del totale delle aziende italiane. In tutti i
comparti oggetto dell’indagine, tranne i trasporti, l’occupazione cresce, con
un aumento medio, dal 2003 al 2005, del 5% e valori superiori alla media nella
formazione, nella cultura e attivitĂ ricreative, nella ristorazione e nei
servizi ambientali.
“Per un recupero duraturo della nostra capacità di crescita è assolutamente vitale – ha commentato il presidente del gruppo Capitalia, Cesare Geronzi - che la tendenza espansiva del nostro terziario rifletta una intrinseca capacità competitiva e non un involutivo trasferimento di risorse da attività industriali, non più in grado di fronteggiare i competitori esteri, verso aree più protette e meno esposte agli stimoli della concorrenza”.