I benzinai hanno deciso di
ridurre la durata dello sciopero di tre giorni indetto per il 6, 7 e 8 giugno.
Dopo un incontro con la Commissione di garanzia, i gestori hanno infatti
stabilito che gli impianti resteranno chiusi a partire dalle 19.30 del 5 giugno
fino alle 19.30 del giorno 7. Sulle autostrade lo stop sarà dalle 22 del 5
giugno fino alla stessa ora del 7.
La decisione è arrivata dopo un
incontro con il presidente della Commissione di garanzia sugli scioperi,
Antonio Martone. Nell’incontro, si legge in una nota della Commissione, il
presidente “ha fatto presente l’esigenza di contenere il disagio degli utenti e
di individuare le misure idonee ad assicurare il servizio minimo ai cittadini.
Oltre la riduzione della serrata prevista, è stata assicurata l’apertura dei
distributori individuati con le Prefetture e i Comuni, così come è stata
assicurata l’apertura dei distributori in autostrada ogni 100 chilometri”.
Martone, “prendendo atto del senso di responsabilità manifestato, informerà il
ministro dell’Interno, il ministro dello Sviluppo economico e tutte le
prefetture interessate”.
In un comunicato congiunto le organizzazioni di
categoria dei gestori Faib/Aisa Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio
spiegano che Martone “ha
assicurato il proprio intervento finalizzato ad
avviare un tentativo di mediazione - così come prevede il quadro normativo di
riferimento - tra gestori e Governo, chiedendo
di valutare, al tempo stesso, la possibilità di
ridimensionare la durata delle agitazioni già proclamate per la prossima
settimana”. “Apprezzando la posizione assunta dalla Commissione di garanzia -
prosegue la nota - le organizzazioni dei gestori
hanno aderito a tale invito, anche al fine di
contenere qualsiasi disagio per i cittadini,
vittime - come i gestori- di una politica
assolutamente indifferente alle reali esigenze delle piccole imprese e dei
lavoratori del settore e noncurante delle ripercussioni
sociali ed economiche causate da decisioni rivolte
ad assolvere esigenze propagandistiche e a proteggere le grandi rendite delle
potenti lobby industriali”.