A Roma, presso la sede nazionale di Confcommercio, si è
tenuto il convegno “Proposte per connettersi allo sviluppo”, dedicato
all’Information Technology e al tema del “digital divide”. Ai lavori hanno
partecipato, oltre al presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, il
ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, il ministro per gli Affari
Regionali e le Autonomie Locali Linda Lanzillotta, il sottosegretario
per le Riforme e Innovazioni nella P.A.Beatrice Magnolfi e Umberto Paolucci,
Senior Chairman Microsoft Europe Middle East Africa e Vice President, Microsoft
Corporation. Secondo un’indagine della Confederazione, elementi culturali, ma
anche dimensionali e territoriali, disegnano un’Italia “digitale” a macchia di
leopardo, una distribuzione non omogenea che rappresenta la principale causa di
disparità tra piccole e grandi imprese. Questo rende indispensabile un’azione
mirata ed efficace per promuovere lo sviluppo degli investimenti in innovazione
tecnologica da parte delle piccole e micro imprese. Secondo o studio “la spesa
italiana in Information Technology in rapporto al Pil è all’1,9 per cento,
lontana dai leader mondiali ma anche dalla media dell'Ue a 25 (3 per cento). La
percentuale italiana di lavoratori che usano il pc è 10 punti sotto la media
europea, dove tra l’altro il commercio elettronico ha una penetrazione del 16%
contro il 3% dell’Italia”. Uno scenario che - denuncia ancora Confcommercio -
benché sia “già di per sé preoccupante, trascura il segmento economico
solitamente tenuto fuori dalle indagini Istat ed Eurostat, quello delle piccole
e medie imprese”.
Per questo, Confcommercio ha presentato “Il Manifesto
dell’innovazione”, elaborato dalla Commissione Consiliare per l’innovazione
tecnologica e lo sviluppo. La prima proposta del Manifesto, riguarda la
realizzazione di un mercato aperto in cui i competitor possano entrare
ed operare in piena concorrenza; è necessario inoltre, è questa è la seconda
proposta, sviluppare tecnologie, come
quelle wireless, che creino spazi di mercato in cui i piccoli operatori
possano posizionarsi concorrenzialmente al fine di offrire soluzioni adatte
alle PMI. Tutto ciò comporta, ed è il senso della terza proposta di
Confcommercio, che vengano sviluppati degli strumenti di e-government a favore
delle PMI perché possano accedere al nuovo mercato delle forniture pubbliche.
Infine, secondo il Manifesto dell’innovazione per rendere concreto
l’adeguamento delle Pmi al mondo dell’Ict è necessario un Potenziamento di programmi
di formazione per piccoli imprenditori - soprattutto in quei settori in cui le
nuove tecnologie stentano a penetrare sfruttando anche il ruolo strategico
delle organizzazioni di categoria.