Sicurezza, nuovo decreto il 28
dicembre
Il decreto legge in materia di sicurezza non sarà convertito dal Governo, ma l’Esecutivo è già al lavoro per portare in dirittura d’arrivo un altro provvedimento nel Consiglio dei ministri di venerdì 28 dicembre. “Il Governo rinuncia alla conversione del decreto legge sulla sicurezza”, ha detto al termine della riunione con i capigruppo parlamentari il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti. “Il Governo - ha aggiunto -ha mantenuto l’impegno che aveva preso in Senato: questo è un Governo che si assume le proprie responsabilità . Certo, la strada più lineare sarebbe stata quella di eliminare l’articolo 1 bis, che è una norma impropria e di confusa applicazione. Eliminarla alla Camera per tornare poi al Senato”. Il ministro ha però spiegato che questa strada non è praticabile poiché “il Senato è impegnato in questi giorni per la legge finanziaria e successivamente per il welfare”. “Il provvedimento legislativo - ha detto ancora Chiti -sarà nuovo e salvaguarderà gli interventi già presi e introdurrà nuovi elementi. Già il testo al Senato aveva introdotto nuovi elementi”. Il ministro ha poi voluto sottolineare che nel decreto sicurezza “non ci può essere una norma sull’omofobia”.
A scendere in campo anche il vicepresidente
del Consiglio, Francesco Rutelli, secondo il quale “il fatto che il decreto
sulla sicurezza sia stato ritirato rappresenta un aspetto tecnico che non
cambia nulla”, aggiungendo che “il Governo è impegnato ad affrontare con grande
determinazione il problema della sicurezza con politiche credibili e costanti”.
Ma è bastato l’annuncio di un
nuovo decreto per far scatenare l’opposizione che con un coro unanime chiede le
dimissioni del ministro dell’Interno, Giuliano Amato. In una conferenza stampa
Elio Vito (Forza Italia), Marco Airaghi (An), Luca Volonté (Udc) e Roberto
Maroni della Lega hanno sottolineato come “un ministro dell’Interno che mette
in difficoltĂ il Presidente della Repubblica, con un decreto incostituzionale,
è un ministro dell’Interno che dimostra assoluta incapacità di servizio a
disposizione del Paese”.
E Alleanza Nazionale alza il tiro. Per il presidente del partito, Gianfranco Fini, quello sulla sicurezza è “un decreto inutile fatto da un governo pasticcione, da un governo profondamente diviso che non decide”.