Nel
2006 l’economia di Roma torna a crescere, con una performance migliore della
media nazionale, mostrandosi la piĂą dinamica delle maggiori aree metropilitane.
E’ quanto rivela il Rapporto
sull’Economia Romana, da cui emerge che il valore aggiunto è aumentato del 2%
ed il tasso di crescita nei sei anni (2000-2006) pone la Capitale al 18esimo
posto tra le 103 province italiane. La locomotiva della crescita economica
romana resta il terziario, settore in cui Roma primeggia per valori assoluti
pro-capite (quinta in termini di valore aggiunto totale); il territorio romano
risulta il più terziarizzato d’Italia, con oltre l’85% del valore aggiunto
prodotto nei servizi. Roma è anche il comune italiano con il più alto numero di
imprese e occupati nel terziario, dove operano due imprese su tre, e secondo lo
studio è attesa un’ulteriore crescita nei prossimi anni.
“Il rapporto conferma il salto di qualità compiuto
dal terziario di mercato a Roma, non solo nell’ambito di settori innovativi
come quello dei servizi, ma anche in quello di settori piuĂą tradizionali come
il commercio e il turismo”. E’ il commento del presidente di Confcommercio
Roma, Cesare Pambianchi. “I risultati ci infondono ottimismo – ha proseguito -
perché mostrano che l’economia della Capitale continua a crescere e ci fanno
toccare con mano la vivacitĂ del nostro tessuto economico che ha saputo
affrontare le difficoltĂ bilanciandosi e puntando su qualitĂ e competitivitĂ .
Possiamo chiudere finalmente con due vecchi stereotipi che hanno troppo a lungo
definito Roma come affetta da nanismo delle imprese e come Capitale dei
Ministeri”.