Troppi controlli, e da enti
diversi, nel settore del commercio. A farsi portavoce della protesta è Maria
Luisa Coppa, presidente dell’Ascom di Torino.
“Nessun è contrario ai
controlli, ci mancherebbe - afferma Maria Luisa Coppa - ma dall’estate in poi
si è assistito ad un inasprimento ingiustificato, i commercianti sono
tartassati da Asl, Nas, Ispettorato del lavoro, Guardia di finanza, Polizia
Municipale. E le imprese, che temono un ulteriore accentuazione dei controlli,
non vorrebbero essere le sole a pagare la questione della sicurezza sul lavoro.
D’altronde è inaccettabile che per quattro scontrini non emessi nell’arco di
una giornata, un negoziante debba essere costretto alla chiusura”.
E’ polemico anche Carlo Nebiolo,
presidente dell’Epat, l’Associazione dei ristoratori che conta circa 2mila
aderenti: “da mesi i controlli sono aumentati in modo insolito e ci sono
attività del centro che hanno ricevuto sei ispezioni nell’arco di un mese, senza
che si fosse trovato nulla di irregolare. Il commercio non ha mai ucciso
nessuno, sarebbe meglio concentrare altrove gli sforzi nell’attività di
controllo”.
La critica arriva anche dall’Ubat, l’Associazione dei venditori ambulanti battitori, che ha Torino conta 164 iscritti, tutti quelli che svolgono quel tipo di vendita nei mercati: “spesso sono comminate sanzioni per motivi risibili, come la mancanza della lettera E, iniziale di euro, accanto alla cifra battuta sullo scontrino. o per questione di centimetri nel deposito degli scatoloni. Nel frattempo, però, non viene combattuto l’abusivismo”.