Abruzzo:
abrogato il provvedimento sull’apertura di nuovi centri commerciali
Il
Consiglio Regionale abruzzese ha revocato il provvedimento sulla nascita di
nuovi centri commerciali, ma ha mantenuto la liberalizzazione degli orari.
Confcommercio Abruzzo esprime “tiepidissima soddisfazione” per le decisioni del
Consiglio che rappresentano “solo un rimedio parzialissimo ad un errore
gravissimo”.
I
lavori del Consiglio erano stati preceduti da quelli della IV Commissione
Commercio dove era presente, guidata dal presidente Ezio Ardizzi, anche una
folta delegazione di dirigenti delle quattro Confcommercio abruzzesi, che ha
fatto sentire la propria protesta contro le disposizioni in esame.
L’Associazione
chiede un totale azzeramento della situazione, con la conseguente abrogazione
anche della liberalizzazione alle aperture domenicali, visto che queste
disposizioni “continuano a decretare la morte del commercio”. E propone
l’attuazione di un “decalogo”: abrogazione del provvedimento
sulle liberalizzazioni alle aperture domenicali e festive; attivazione dell’Osservatorio Regionale sul
Commercio per individuare la reale consistenza delle superfici della grande
distribuzione; regolamentazione degli outlet; pianificazione di interventi e
incentivi a sostegno delle imprese in occasione dei prossimi “Giochi del
Mediterraneo 2009”; stanziamento di contributi per incrementare e potenziare la
sicurezza nei punti vendita al dettaglio; promozione e incentivazione della
“certificazione di qualità ”; valorizzazione dei “Negozi storici”; emanazione di norme più severe
sull’occupazione abusiva del suolo pubblico da parte di operatori sprovvisti
delle necessarie autorizzazioni; realizzazione di esercizi polifunzionali per
la sopravvivenza dei centri minori, che permettano anche ai comuni piĂą piccoli
di offrire all’utenza una adeguata serie di servizi in aggiunta a quelli
strettamente commerciali.
In
definitiva, secondo Abruzzo Confcommercio, quanto accaduto rappresenta il
risultato di un compromesso che “tiene in vita una disposizione frutto
dell’ignoranza, intesa come mancanza di conoscenza delle tante problematiche
del settore, e l’ennesima occasione persa per poter ripartire da zero e creare
le condizioni per dare slancio e sostegno al comparto commerciale, che a
tutt’oggi resta uno dei pochi in grado di garantire risorse economiche ed
occupazionali al territorio abruzzese”.