I costumi più belli, raffinatissimi gioielli, realistici
oggetti di scena della formidabile collezione del mitico tenore Francesco
Tamagno, entrata a far parte dell’Archivio Storico del Teatro Regio grazie al recente
contributo della Compagnia di San Paolo e all’interessamento della Città,
potranno essere visti da tutti a partire dal 27 settembre nei negozi di Torino
grazie alla collaborazione e all’impegno fattivo dell’Ascom. A pochi giorni
dall’inaugurazione della Stagione d’Opera, che avverrà il 7 ottobre con il Falstaff di Verdi, le vetrine di 30
negozi del centro si trasformeranno quindi in veri e propri spazi espositivi
capaci di raggiungere il grande pubblico, in quell’ottica che vede i negozianti
trasformarsi sempre più in promoter delle offerte culturali della città, unendo
in un percorso ideale commercio e cultura, secondo il progetto che da più di un
anno proprio l’Ascom torinese porta avanti e che ha già coinvolto circa un
migliaio di imprenditori commerciali di Torino e provincia. D’obbligo
sottolineare che l’iniziativa non
sarebbe stata possibile senza il fondamentale intervento della Compagnia di San
Paolo che, grazie al suo lungo e importante rapporto con il Regio – di cui è
socio fondatore – ha permesso al Teatro di acquisire da una collezione privata
milanese i pezzi ancora mancanti del cosiddetto Fondo Tamagno di cui il Regio
già custodiva una parte grazie all’acquisto che la Città fece a un’asta
londinese nel 1997. Francesco Tamagno, nato a Torino nel 1850, è stato un
tenore leggendario, dotato di acuti di proverbiale squillo e potenza, nonché di
un fraseggio incisivo e vigoroso che l’hanno fatto trionfare nei maggiori
teatri del mondo come uno dei più significativi interpreti verdiani. Nel 1887
fu il primo interprete di Otello,
ruolo che lo rese immortale. Tra un teatro e l’altro Tamagno amava sempre
passare qualche giorno a Torino, dove alternava concerti e recital benefici a
qualche serata più leggera, magari nelle osterie di Borgo Dora e Porta Palazzo
con i vecchi amici d’infanzia. Questa esposizione lo riporta, quindi, nella sua
Torino che gli riconosce un affettuoso tributo mettendo a disposizione di tutti
il tesoro di un glorioso passato.