Confcommercio Venezia: le nuove frontiere del telelavoro
Quello sperimentato dalla
Confcommercio nella provincia di Venezia è in assoluto il più ampio progetto di
telelavoro attuato in Europa in un ente privato, per l’alta percentuale dei
telelavoratori coinvolti rispetto al personale totale esistente in
associazione. Di questa sperimentazione unica nel suo genere, sono stati
presentati i risultati: dall’indice di gradimento di chi l’ha provata al
riscontrato aumento della produttività, dai vantaggi (possibilità di conciliare
famiglia e lavoro, maggiore concentrazione, diminuzione dello stress) agli
svantaggi (maggiore isolamento, minori occasioni di confronto diretto), dagli
aspetti positivi ai punti critici.
Presenti alla conferenza stampa
organizzata per illustrare i risultati della sperimentazione il direttore della
Confcommercio Unione Provinciale di Venezia Danilo De Nardi, il segretario
della Camera di Commercio di Venezia Roberto Crosta, l’esponente della Camera
di Commercio di Belluno Elena Zambelli, la rappresentante del Centro
Produttività Veneto di Vicenza Patrizia Bernardini, la coordinatrice del
progetto P.O.N.T.I. Elisabetta Maggi.
Nell’occasione è stata presentata
la pubblicazione “L’innovazione si sposa con la tradizione: l’esperienza di telelavoro
in Confcommercio Venezia” che, curata dalla responsabile del Centro Studi di
Confcommercio Venezia Noemi Simonini, raccoglie i risultati dell’avventura
telelavorativa. Quello che emerge dall’indagine effettuata dal Centro Studi
dell’associazione tramite un questionario dettagliato e una serie di incontri
con i telelavoratori è un quadro decisamente positivo (l’86% dei telelavoratori
e il 100% dei direttori coinvolti ripeterebbero l’esperienza), a confermare le
aspettative e stemperare i timori dell’esordio di quest’avventura. E’ emerso
inoltre che la struttura della Confcommercio della provincia di Venezia
(articolata su 23 sedi operative cui fanno capo complessivamente circa 240
dipendenti) risulta particolarmente adatta ad accogliere al suo interno
un’ipotesi di lavoro a distanza, che in potenza potrebbe essere estensibile a
circa il 60% dei dipendenti.
Tutto questo grazie alle nuove
tecnologie, delle quali il presidente della Confcommercio provinciale di
Venezia Massimo Albonetti conosce il valore, come conosce i rischi correlati a
un ritardo nella loro applicazione: “Oggi come oggi - dice - la differenza
nell’utilizzo dell’ICT è il primo vantaggio competitivo del nostro avversario.
In questo senso, l’esperienza del telelavoro è un investimento necessario e
coraggioso allo stesso tempo. ‘Innovare per competere’ è il nostro motto, la
strada intrapresa dalla Confcommercio provinciale di Venezia nella convinzione
che solo investendo su nuove idee si possano affrontare le sfide presenti e
future dell’economia e del lavoro”.
L’iniziativa rientra nel progetto
PONTI (Pari Opportunità Nei Territori e Nelle Imprese) finanziato nell’ambito
dell’Iniziativa Comunitaria Equal fase II, il cui ente capofila è la Camera di
Commercio di Venezia.
Obiettivo specifico è fornire alle
donne (ma non solo) strumenti utili per superare le difficoltà legate alla
conciliazione dei tempi di lavoro e delle responsabilità familiari. Una
maggiore presenza nel mercato del lavoro, maggiori opportunità di mobilità, una miglior qualità della vita sono gli
scopi primari del progetto.