Sono state 22 milioni le persone che nel 2006, almeno una volta l’anno, hanno consumato al bar la prima colazione. Il 16% fra queste lo ha fatto almeno una volta la settimana, mentre per 1,7 milioni di persone (il 3,4%) è stato un rito quotidiano. Diciannove milioni (82%) hanno ordinato una brioche, di cui il 50% rigorosamente senza ripieno, il caffè segue a ruota con il 53% (12 milioni) e leggermente più in basso (48%) si posiziona il cappuccino (11 milioni). Il tutto per un giro d’affari di circa 2 miliardi di euro. La colazione incide mediamente per il 19,5% sul business di questi locali, con punte fino al 50% localizzate per lo più nelle regioni settentrionali.
A tirare le somme sulle abitudini mattutine dei consumatori è una ricerca della Fipe.
L’identikit del consumatore al bancone è ben preciso: sesso maschile, residente nel nord-ovest, con età compresa tra 25 e 44 anni. Un target giovane perché l’elemento trainante è il poter socializzare con amici e conoscenti. Quanto al prezzo, il 60% dei consumatori nel 2006 ha speso tra 1 e i 2 euro, meno di 1 euro il 22% e oltre i 2 euro l’11%. La colazione fuori casa si identifica con il bar, visto che su 100 pasti 82 vengono consumati in questi locali, seguita dalla pasticceria con il 12%.
Che la formula sia l’intramontabile binomio 'cappuccino e cornetto' lo testimonia la preferenza assolutamente marginale accordata a the, tisane e orzo, che non sfiora il 5%. E’ comunque in crescita il consumo di prodotti di pasticceria diversi dalla brioche e quindi ciambelle, krapfen, ma anche tanto salato, che nell’arco dell'anno ha visto quasi raddoppiare la quota di appassionati passati dal 7% al 12%.
“Il nostro sogno - dice il direttore generale della Fipe, Edi Sommariva - è creare al bar la colazione completa come quella offerta dagli alberghi, in cui al tavolo ci siano spremute, frutta, dolce e salato ad un prezzo a pacchetto magari di 5 euro”.