Digital divide: nel Veneto 3 aziende su 4 hanno pc e Internet
Il
78,6% delle aziende attive nei settori del commercio al dettaglio, del
commercio all’ingrosso, dei pubblici esercizi e dei servizi in Veneto possiede
almeno un pc, il 72,2% ha un accesso ad internet e il 46,2% utilizza un server.
E’ quanto emerge dalla ricerca “Il Digital Divide nella micro e piccola impresa
italiana”, i cui dati regionali sono stati presentati a Venezia nel corso di un
convegno organizzato da Confcommercio
Unione Venezia in collaborazione con Assintel (Associazione nazionale delle
imprese ICT aderente a Confcommercio).
Se
si confrontano i dati con la media nazionale, il Veneto si caratterizza per
valori più alti sia per la presenza di
pc (78,6% contro un 73,8% a livello Italia), sia per l’accesso a Internet
(72,2% contro il 68,7% a livello Italia). La Regione resta però indietro
rispetto alla media del Nord Est, in cui l’80% delle aziende ha un computer e
il 75% ha un accesso alla rete. A livello di settore merceologico, le aziende dei Servizi sono le più
informatizzate: il 91,5% possiede almeno un computer. Seguono il Commercio
all’ingrosso (86,3%%), i Pubblici esercizi (78,9%) e a grande distanza il
Commercio al dettaglio (59,2%).
All’interno
di ogni settore merceologico sono state individuate tre tipologie di imprese -
rispettivamente low-tech, medium-tech e high-tech - sulla base
dell’osservazione delle principali differenze che ne caratterizzano il livello
di dotazione tecnologica. Le aziende
low-tech in Veneto sono il 39,9%: in esse il pc è ancora poco presente o
addirittura assente e la tecnologia è utilizzata in modo marginale. Il valore è
migliore di circa 4 punti rispetto alla media nazionale (44,2%) e a quella del
Nord Est (44,1%). Penalizzate le ditte individuali: sono low tech il 52,6% di
esse. Le aziende medium-tech sono il
49,3%, valore di nuovo superiore al totale Italia (43,2%) e al Nord Est
(46,4%).
Sono high-tech il 10,7% delle aziende venete, valore leggermente superiore al
Nord Est (9,5%) ma inferiore al totale Italia (12,7%).
I
costi della tecnologia sono il fattore che maggiormente preoccupa gli
imprenditori veneti: in una scala da 1 a 7, il voto medio è di 5,2. Le azioni
più urgenti per favorire gli investimenti in ICT e la “connessione”
all’economia di rete sono in primo luogo la riduzione dei costi e la diffusione
della banda larga, con particolare attenzione alla tutela del libero mercato
delle TLC. Ma la vera differenza è ancora una volta fatta dalla distinzione fra
aziende low-tech e aziende medium/high-tech: chi non è dotato di tecnologia non
effettua investimenti semplicemente perchè non la conosce e non ne percepisce
l’utilità.
“Un
pregiudizio, questo – ha dichiarato il presidente di Confcommercio Unione
Venezia, Massimo Albonetti – che va superato al più presto, perché la
diffidenza nei confronti delle nuove tecnologie è il primo vantaggio che
consentiamo al nostro avversario”.