Fida su caro ortofrutta: “valutazioni Antitrust contro
logica e realtà dei fatti”
La Federazione italiana dettaglianti alimentari sottolinea
in una nota che “le conclusioni scaturite dalla lettura dell'indagine
conoscitiva svolta dall'Autorità Antitrust sul caro ortofrutta, ci amareggiano
profondamente”. “Siamo ormai abituati – prosegue la nota - alle polemiche che
ogni anno cercano di animare il periodo estivo, ma il fatto che queste,
supportate da presunti studi metodologicamente corretti, siano rese note
proprio da chi dovrebbe garantire la concorrenza, ci lascia esterrefatti”. “Nel
comunicato stampa dell'Antitrust si leggono interpretazioni che vanno assolutamente in controtendenza con ciò che
gli economisti sostengono e, ci permettiamo di dire, anche con ciò che la
logica e la realtà dei fatti testimoniano ogni giorno. Leggiamo, ad esempio,
che la Grande Distribuzione Organizzata, in particolare gli ipermercati,
sarebbero la formula prevalente, quando sappiamo bene che questo format di
vendita in Italia non riesce a superare la soglia del 22-23%, con tendenza a
perdere quote. Nel settore ortofrutta, in particolare, oltre il 60% è veicolato
dai negozi di vicinato, gli ambulanti e i piccoli specializzati. Questa situazione, spiegano gli economisti, è data
dal fatto che oggi i consumatori sanno bene che il presunto vantaggio in
termini economici della spesa nelle grandi strutture è spesso vanificato dalla
perdita di tempo e dagli acquisti compulsivi. Nello specifico dell'ortofrutta,
poi, il prezzo medio praticato nella GDO, ad esclusione delle offerte
promozionali, è sicuramente superiore a quello di un qualsiasi ambulante o
piccolo negozio specializzato. Le piattaforme distributive della GDO sono ben
lontane dal rappresentare la soluzione alle diseconomie, ragionando con logiche
diverse da quelle di mercato ed essendo loro stesse un ulteriore passaggio
della filiera”. “Siamo imprenditori – conclude la Fida - da sempre parlare di
adeguamento delle strutture e di accorciamento della filiera non ci spaventa. Ci sentiamo un patrimonio
dell'Italia, ce lo testimoniano tutti quei consumatori che quotidianamente, ci
scelgono, peccato che chi ha responsabilità istituzionali si ricordi di noi, in
termini positivi, solo quando fa comodo nominare quel tessuto commerciale che non solo da oggi, rappresenta il vero
motore del Nostro Paese”.