Il mercato immobiliare si mantiene in salute
Quasi
245mila transazioni per il solo comparto residenziale nei 94 comuni capoluoghi
italiani monitorati, con un prezzo medio di 1.656 euro al metro quadrato (1.326
euro al Sud e 1.786 al Nord), una media di quattro mesi di tempo per vendere
un’abitazione, spesa annuale per l’affitto che va dai 5.680 euro del Sud ai
13.400 del Centro. Sono le stime elaborate dalla Fimaa, la Federazione Italiana
dei Mediatori ed Agenti d’Affari aderente a Confcommercio, nel “Listino Prezzi
Immobiliare 2006”, indagine relativa al periodo maggio-settembre 2006
realizzata dalla Federazione e coordinata da docenti dell’Università di
Bologna.
Secondo
la ricerca, dunque, il mercato immobiliare italiano appare in salute anche se
si registra una più limitata crescita del mercato residenziale rispetto agli
anni precedenti dovuta ad un rallentamento nella domanda: infatti, dopo che tra
il 2000 e il 2005 sono state vendute oltre 4,5 milioni di abitazioni (il che
significa che, mediamente, una famiglia italiana su cinque ha acquistato una
nuova casa), si può ritenere fisiologica la più limitata percentuale di
incremento delle quantità. Insomma, come sostiene il presidente Alberto
Pizzirani, è “un mercato immobiliare ancora dinamico e nel quale crescono,
seppur meno che in passato, le quotazioni, il volume degli investimenti e il
fatturato complessivo”.
Nel
complesso dei Comuni capoluogo di provincia italiani il numero di compravendite
risulterebbe in lieve aumento rispetto a quello rilevato l’anno precedente
(+1,1%), con rialzi percentuali annuali dei prezzi medi in grado ancora di
compensare quasi ovunque il tasso medio inflattivo. La variazione percentuale
annuale per la media Italia si attesterebbe infatti sul +4,7% con variazioni
lievemente più alte al Sud (+5,4%) rispetto al Nord (+4,3%).
Per quanto riguarda le
aspettative sul mercato degli uffici, gli agenti Fimaa individuano una
situazione di tendenziale lieve diminuzione per il mercato della compravendita,
se si fa eccezione per i giudizi raccolti per il Centro Italia dove la presenza
di Roma modifica le aspettative più verso la stabilità. Per l’affitto la
situazione del Centro e del Sud mostra una tenuta con qualche ipotesi di
riduzione, mentre al Nord le aspettative di calo sono in maggioranza.
Per il mercato degli
scambi dei negozi si rilevano giudizi migliori per le zone primarie rispetto
alle altre localizzazioni dove, per il complesso dei capoluoghi analizzati, le
ipotesi di calo risultano prevalenti. Per contro i giudizi più positivi
rilevati per i negozi in posizione primaria si debbono attribuire al Sud (dove
i giudizi ottimistici sono pari alla metà del campione analizzato); mentre al
Centro ed al Nord risultano prevalenti le aspettative di stabilità del tono di
mercato.
Anche per il mercato
dell’affitto si evidenziano differenziazioni geografiche tra Nord e Centro/Sud:
il mercato per i negozi nelle migliori vie commerciali risulta migliore al
Centro-Sud, più orientato alla stabilità al Nord.
In ogni
modo, per gli immobili di impresa, le aspettative sono più positive rispetto a
quelle indicate per il 2006, visto che l’attesa ripresa economica porterà
probabilmente nuovi imprenditori a valutare l’acquisto o l’affitto di locali
più grandi o più funzionali alle mutate esigenze operative.