Il 77,2% delle aziende attive
nei settori del commercio al dettaglio, del commercio all’ingrosso, dei
pubblici esercizi e dei servizi in Umbria possiede almeno un pc; il 71,8% ha un
accesso ad Internet e il 51,4% utilizza un server. E’ quanto emerge dalla
ricerca “Il Digital Divide nella micro e piccola impresa italiana”, i cui dati
regionali sono stati presentati a Perugia nel corso di un convegno organizzato
da Confcommercio Umbria in collaborazione con Assintel (l’Associazione
nazionale delle imprese ICT aderente a Confcommercio).
La penetrazione del pc fra le
imprese del terziario umbro è superiore rispetto alla media nazionale ma in
ritardo rispetto alle altre regioni del Centro (79.9%). Ne soffrono soprattutto
le micro imprese (1-5 addetti), mentre il valore sale all’aumentare della
dimensione aziendale: tutte le imprese oltre i 6 addetti hanno almeno un
computer. Le aziende del commercio all’ingrosso sono le più informatizzate: l’85,4%
ne possiede almeno uno. Seguono i servizi (79,2%) e, a grande distanza, le
aziende del commercio al dettaglio (66,6%) e i pubblici esercizi (64,7%).
La dinamica è identica per
quanto riguarda l’accesso ad Internet: il 71,8% delle aziende accede al web,
contro il 68,7% a livello nazionale e il 72,5% del Centro. Hanno un server il
51,4% delle aziende umbre, contro una media nazionale del 46,8% e un valore di
53,4% per il Centro Italia.
Confcommercio Umbria ha chiesto “politiche di incentivazione per fare in modo che tutte le imprese abbiano accesso alle nuove tecnologie e integrino l’uso dell'informatica nei processi produttivi; più attenzione alla formazione, per aumentare il livello di accessibilità da parte di tutti i soggetti sociali ed economici; infrastrutture tecnologiche in grado di garantire l’accesso alla banda larga anche ai piccoli centri rurali che caratterizzano l’Umbria”. Confcommercio, infine, ha invitato i piccoli imprenditori umbri a investire di più in nuove tecnologie: “c’è ancora una scarsa percezione della loro importanza - hanno sottolineato gli organizzatori - quando invece sono uno degli elementi più importanti per colmare il divario tra piccole e grandi imprese. E non è poco, se consideriamo che in Umbria quelle con meno di dieci addetti sono il 97,5% del totale”.