Fipe: a Milano la pizza più cara, a Bari il caffè più economico
I prezzi di pizza e caffè, marchi di fabbrica del nostro
Paese, crescono e aumentano in ordine sparso sul territorio nazionale. E’
quanto emerge da un’indagine del centro studi di Fipe-Confcommercio che ha
analizzato il settore dei pubblici esercizi e la variazione tendenziale a
febbraio 2007 dei prezzi del caffè e della pizza. Nel primo caso (densità di
bar per capoluogo di provincia) le città con la più alta percentuale di bar
ogni mille abitanti non sono quelle del Sud (dove la tradizione è molto più
sentita), ma due città del Nord: Como e Mantova con il 4,9%. Nel capoluogo
partenopeo i caffè sono diminuiti (nel senso di luogo), ma sono aumentati di
prezzo (nel senso della bevanda). A livello generale sono però più numerosi i
capoluoghi dove il costo della bevanda più amata degli italiani è diminuito. Ad
aprire questa classifica è Campobasso con un ribasso del 2,85% (da 73 a 71
centesimi per la consumazione al banco) e a chiuderla è Potenza con un ribasso
dello 0,05% che a livello di prezzo al pubblico non fa neanche apparire la
variazione (70 centesimi). Il maggior ribasso, quello di Campobasso, non
coincide però con il prezzo più basso. Infatti, a Bari, città dove il rincaro è
stato più basso (0,09%) il prezzo è fermo 64 centesimi, così come l’aumento
maggiore, registrato a Perugia con il 2,52% (da 75 a 77 centesimi) non coincide
con il prezzo più alto imposto da Bolzano con 97 centesimi.
Lo stesso discorso è per la pizza. Se Brescia fa notizia
per l’aumento del 77,66%, va precisato che il prezzo dopo l’aumento (da 4,33 a
7,70 euro) è comunque più basso di quello di Milano, la più cara, con 9,46
euro, Venezia (€8,94), Padova (€8,48) e Roma (€8,37). La pizza più economica si
mangia a Reggio Calabria (5,43 euro contro i 5,51 dell’anno precedente, per una
variazione negativa dell’1,48%). Seguono nella lista delle pizze economiche
Napoli (€5,91) e Potenza, nonostante questa città sia nell’elenco dei rincari
(€5,99 contro i 5,73 euro del 2006). Ancora una volta è però Campobasso ad
imporsi per il maggior ribasso con una variazione del 14,49%: lo scorso anno
per la pizza si spendevano 7,53 euro, mentre adesso si consuma a 6,44 euro.
“L’indagine dimostra ancora una volta – commenta Lino
Enrico Stoppani, presidente Fipe-Confcommercio – che è il mercato a stabilire
le regole. Era impossibile che a Brescia si potesse continuare a pagare 4,33
euro per una pizza. L’aumento di oltre il 77% che ad una prima impressione
potrebbe far urlare al rincaro è soltanto un livellamento ai prezzi di
mercato”.