“Fida-Confcommercio,
che rappresenta oltre 60.000 aziende del piccolo e medio dettaglio alimentare e
della distribuzione organizzata, relativamente agli aumenti dei listini
all’ingrosso previsti per l’autunno, è
dalla parte dei consumatori. Risulta difficile, infatti, giustificare
aumenti da parte dell’industria che sfiorano il 10% a fronte degli incrementi
delle materie prime, che influiscono solo in parte alla formazione del prezzo
finale”. Queste le considerazioni di Dino Abbascià, presidente nazionale
Fida-Confcommercio, in merito alle polemiche di questi giorni sugli effetti
dell’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari.
“Se
da una parte condividiamo la preoccupazione e l’amarezza per il costante
aumento dell’energia e dei servizi che sicuramente influisce su tutti i
livelli, dall’altra siamo stanchi di dover fare da unici ammortizzatori tra produzione e consumatori – prosegue la
nota - così come è avvenuto negli ultimi cinque anni, fungendo sempre da capro
espiatorio per l’intera filiera. in questa circostanza, come d’altra parte in
passato, le aziende associate si adopereranno
per intercettare le esigenze dei consumatori che fanno sempre più fatica
a far quadrare i bilanci familiari, impegnandosi a far sì che gli aumenti delle
materie prime - frutto di dinamiche dei
mercati internazionali e come tali trasferiti dalle industrie ai distributori -
non si trasformino in nessun aumento di
prezzi al dettaglio ingiustificato”.
“Riteniamo
– continua Abbascià - che questa battaglia di tutela e trasparenza nei
confronti dei nostri utenti, comunque, non debba essere oscurata da
dichiarazioni sibilline da parte delle associazioni di consumatori, che non
perdono occasione per alzare i toni del dibattito. Infatti sostenere che la
spesa alimentare nel 2007 sia lievitata di oltre il 7% è falso e rischia, come
nella favola di Pierino e il Lupo, di far passare sottotono l’emergenza reale
che si prospetta per l’autunno. Nell’ultimo anno i prezzi al consumo di alimentari,
sono aumentati di circa il 2,5% (dato
Istat), senza considerare le promozioni che ormai incidono per un quarto del
venduto e abbassano di circa la metà
l’indice”.
“Auspichiamo invece – conclude il presidente Fida - che il previsto sciopero dei consumatori diventi un’occasione per dialogare in maniera serena, cercando di far emergere i bisogni delle famiglie e le possibili vie d’uscita”.