Riparte la protesta dei
benzinai
I benzinai tornano sul piede di guerra. Le associazioni di categoria hanno infatti annunciato altri 15 giorni di sciopero a partire dal mese in corso per protestare contro le liberalizzazioni del Governo. Il calendario, si legge in una nota, “sarà definito nei prossimi giorni, unitamente ad una serie di nuove iniziative”.
“Il Governo dei forti, dell’industria petrolifera,
dei marchi della grande distribuzione, produce un nuovo attacco, violento ed
ingiustificato, ad una intera categoria di lavoratori - i gestori - che hanno
il solo torto di difendere i propri posti di lavoro e la sopravvivenza di
decine di migliaia di famiglie, ostacolando con ciò la realizzazione concreta
di un patto che per tutti loro - Governo, petrolieri e GDO- vale circa 50
miliardi di euro l’anno”, dicono Figisc Confcommercio e Fegica Cisl.
“Il Governo - prosegue la nota - servendosi dei
gruppi di maggioranza, ha infatti presentato al Senato emendamenti al ddl
Bersani che azzerano qualsiasi regolamentazione sugli orari di esercizio e,
soprattutto, abrogano le norme che finora avevano costretto i petrolieri ad
accettare una forma di contrattazione capace di contenere il loro strapotere
nei confronti dei gestori. Si tratta di una misura offerta ai petrolieri per
consentire loro di liberamente colpire, precarizzare e schiacciare qualsiasi
resistenza di una categoria già contrattualmente più debole: un vero e proprio
mandato a liquidare l’unico ostacolo, l’unica voce dissonante, l’unica
opposizione sociale ad un progetto che trova tutti i poteri forti coesi e
fortissimamente interessati”, prosegue la nota.
Le organizzazioni rendono noto anche che, sempre
nei prossimi giorni, “in considerazione della drammaticità delle condizioni in
cui sono poste dalle stesse Istituzioni del Paese, comunicheranno alle Autorità
competenti ed alle Prefetture l’intenzione di non rispondere a qualsiasi forma
di precettazione”.