Bonus vacanze: il commento del vicepresidente Fiavet Paolo
Mazzola
Come
è noto nei giorni scorsi sono stati diffusi alcuni risultati di indagini
previsionali che lasciano intravedere una consistente riduzione della domanda
interna. Anche a prescindere da analoghe sensazioni che le agenzie di viaggi
stanno riscontrando, è del tutto evidente come i conti si facciano a
consuntivo. Anche per questo la proposta avanzata da alcune parti di istituire
un bonus per sostenere le vacanze in Italia da parte degli italiani appare più
che altro come una boutade. Si tratterebbe infatti, al di là della copertura
finanziaria, di uno strumento discriminatorio nei confronti delle destinazione
turistiche straniere e, quindi, di una vera e propria distorsione degli accordi
commerciali internazionali e delle regole europee di concorrenza. Vale appena
il caso di ricordare che proprio l'Italia in altri settori economici si batte
con successo contro ogni forma di autarchia e di protezionismo. Ogni eventuale
tentativo di stimolare la domanda interna verso le mete turistiche nazionali
dovrebbe semmai valersi di campagne di comunicazione, ovvero di incentivi più
efficaci come è avvenuto in altri campi dell'economia. Varrebbe quindi la pena
di pensare ad una qualche forma di detraibilità fiscale delle spese documentate
per viaggi e vacanze, ben sapendo che il vantaggio sarebbe duplice: 1) per
l'80% circa queste vacanze verrebbero fruite in Italia, come già avviene, 2) la
necessità di una documentazione fiscale per la detrazione si rivelerebbe un
potente strumento contro l'evasione e il sommerso. La boutade del bonus, invece
fa sorgere il sospetto che si vogliano per questa via sostenere imprese poco
competitive e non in grado di confrontarsi con i concorrenti stranieri. Infine,
è di tutta evidenza come una misura di detraibilità potrebbe orientare la
domanda verso località e stagionalita' marginali, senza correre il rischio di
continuare ad ingolfare i punti ormai già saturi.