In merito alle polemiche sul
caro caffè, il presidente di Fipe-Confcommercio Roma, Nazareno Sacchi, “nei
giorni scorsi sono apparse, nelle pagine di cronaca dei maggiori quotidiani,
previsioni su imminenti aumenti della tazzina di caffè. Mi sento in dovere di
precisare che, ad oggi, il costo di una tazzina di caffè al banco, a Roma e
provincia, e' in media di 75 centesimi, e cioè tra i più bassi d'Italia. Si
tratta, infatti, di un prezzo politico che nei fatti non copre la spesa”. “E’
bene chiarire – ha continua Sacchi - che non è solo la materia prima la voce
principale tra i costi che determinano gli aumenti, bensì gli affitti, il
personale, le utenze e le innumerevoli tasse e concessioni. Mi preme inoltre
precisare che non esiste alcun 'listino' Fipe-Confcommercio Roma visto che, in
primo luogo, e' vietato dalla legge e che, in ogni caso, non riteniamo
opportuno indicare, suggerire o consigliare, i prezzi di vendita dei prodotti
che, invece, attengono alla delicata sfera dell'esercizio d'impresa di cui ogni
titolare di pubblico esercizio e' responsabile”. "Non condividiamo – ha proseguito il presidente di Fipe Roma
- la presa di posizione dell'Assobar, associazione che, è bene sottolinearlo
con forza, non fa assolutamente parte del sistema associativo di Confcommercio
di cui invece noi, portiamo il nome con orgoglio”. “Detto questo – ha concluso
Sacchi -la Fipe-Confcommercio Roma si è già dichiarata disponibile a sostenere
la campagna Romaspendebene, promossa dal Comune di Roma, di cui in questi
giorni si stanno definendo le modalità di partecipazione dei Pubblici
Esercizi”.