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Sospensione immediata di ogni azione
e ogni rapporto di collaborazione con le Istituzioni nazionali e locali come
forma di protesta. E’ quanto deciso da Fipe e Silb in relazione all’articolo 6
della legge sulla sicurezza stradale, che prevede la cessazione alle ore due
dell’attività di somministrazione di bevande alcoliche nei locali dove vengono
organizzate forme di intrattenimento. “Il divieto – si legge in una lettera
inviata al presidente del Consiglio, Romano Prodi, e ai titolari dei Ministeri
interessati per sollecitare un quadro normativo piĂą efficace e rispettoso,
oltre che di tutti i consumatori interessati, anche delle imprese e dei loro
lavoratori. - colpisce 2.500 discoteche, 400 night club e oltre 10.000 locali
serali che effettuano concerti, concertini ed altri intrattenimenti”.
La Federazione dei pubblici esercizi
e quella degli imprenditori dei locali da ballo si erano giĂ attivate per
tutelare la salute dei cittadini. In questi mesi era stato aperto un tavolo con
i Ministeri e con le amministrazioni locali per dare vita a una serie di
iniziative ed azioni di educazione e di prevenzione volontaria, come l’alcol test, incontri tematici con i giovani, convegni,
“guidatore designato”, campagne sulla sicurezza stradale e altro ancora.
All’inizio dell'estate era stato sottoscritto con i Ministeri dell’Interno e
delle Politiche Sociali e Giovanili il Codice etico di autoregolamentazione per
la sicurezza stradale. Nonostante questi sforzi da parte dei pubblici esercizi,
“il Parlamento - si legge ancora nel
testo - ha deliberato una norma che fa ricadere esclusivamente sulle imprese,
sui lavoratori del settore, sui cittadini, sui turisti la responsabilitĂ di vedere
ridotto il numero degli incidenti stradali”.
“La responsabilità addossata agli
esercenti – si legge infine - risulta
troppo gravosa. Da tempo i pubblici esercizi hanno imboccato con convinzione
crescente la via della responsabilitĂ sociale, collaborando con le Istituzioni
nazionali e locali. Il divieto è stato adottato senza alcuna verifica
preventiva dell’impatto su consumatori, imprese di intrattenimento e loro
filiera produttiva e avrĂ come effetto la chiusura anticipata dell’attivitĂ
alle ore due di notte, con gravissime conseguenze sulla sopravvivenza economica
delle aziende, sull’occupazione degli oltre 53.000 addetti del comparto
musicisti, artisti, personale di sala, e quant’altro. Non è stato considerata
neanche la perdita di attrattiva turistica complessiva del nostro Paese che
sarà privato di un segmento rilevante dell’offerta di divertimento. A queste
condizioni, con l’incombente minaccia di una norma iniqua, superficiale e
ottusa, diventa impossibile per le imprese dedicare tempo e risorse umane ed
economiche proprie a quelle attivitĂ volontarie di prevenzione che con profondo
senso civico avevano intrapreso”.