Fipe: Pasqua felice
per i ristoranti
Economia italiana in ripresa
anche nei consumi pasquali: aumenta, infatti, la spesa destinata alle due
giornate festive. Secondo un’indagine effettuata dal centro studi di
Fipe-Confcommercio su un campione di 250 ristoranti, saranno poco meno di 5
milioni e mezzo gli italiani che sceglieranno di trascorrere Pasqua e pasquetta
fuori casa, per una spesa complessiva di 222 milioni di euro.
“Siamo molto soddisfatti –
dichiara il presidente di Fipe-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani - di questi
segnali. Le persone stanno lentamente riscoprendo il piacere di trascorrere le
feste fuori casa, confermando come il cibo sia non solo nutrimento, ma anche
simbolo di
socializzazione e di affettoâ€.
La giornata della Resurrezione
sarà quella che richiamerà il maggior numero di clienti. Nei 53mila esercizi
che resteranno aperti sono attesi per il pranzo pasquale circa 2,9 milioni di
clienti. Di questi il 41% ha già prenotato. Per il pranzo si potrà spendere a
partire da un minimo di 25 euro; la spesa media sarà di circa 43 euro a persona
e complessivamente si attesterà intorno a 121 milioni di euro, con un
incremento del 12% rispetto al 2006. La giornata di pasquetta, complice la
tradizione della scampagnata, registra ugualmente un incremento (+4,5%)
sull’anno precedente, ma in misura più contenuta rispetto alla Pasqua. I
clienti attesi nei 44mila ristoranti aperti saranno due milioni e mezzo, di cui
il 30% con prenotazione, per una spesa complessiva pari a 101 milioni di euro.
Il menu tipico sarà offerto da tre ristoranti su quattro e nel 20% dei casi si
potrà ordinare alla carta. I piatti internazionali saranno invece serviti dal
2,5% dei ristoranti. Per
quanto riguarda i dolci, in nove ristoranti su dieci verranno offerti quelli
pasquali legati alle tradizioni del
territorio e un 50% di locali pubblici proporrà la colomba a conclusione del
pasto. Le uova di cioccolata delizieranno i clienti di un ristorante su tre. A livello territoriale, il Nord
farà la parte del leone, conquistando più della metà dei clienti, con prezzi di
poco superiori alla media e in leggero rialzo (+2,2%) rispetto al 2006. Il
centro Italia sarà fanalino di coda per numero di clienti, mentre sarà il
Mezzogiorno a far registrare i prezzi medi più bassi.