“Chiediamo al Governo e alla Camera
dei Deputati di cancellare l’emendamento “blocca-ingiunzioni” in materia di
crediti sanitari introdotto dal Senato in sede di conversione del DL 23 del 20
marzo per evitare forti disagi se non addirittura il fallimento delle imprese
associate a Federsalute che, nel complesso, vantano crediti dell’ordine di un
miliardo di euro: questo il commento di Giuseppe Scrofina, Presidente di
Federsalute, la Federazione del settore salute della Confcommercio che
raggruppa al suo interno le organizzazioni di categoria Anaste (strutture per
la terza etĂ ), Adf (distributori farmaceutici), Ascofarve (distributori
medicinali veterinari), Federottica (ottici optometristi), Federsan
(rivenditori articoli sanitari, ortopedici e parafarmaci), Fifo (fornitori
ospedalieri) e Sisti (ambulanze private).
“Al decreto ingiuntivo – prosegue
Scrofina - non si arriva volentieri ma quando non c’è altra possibilità e
questa via viene preclusa per legge e senza contropartita – e questo è il senso
dell’emendamento in discussione - oltre alle conseguenze economiche a danno
delle imprese, quello che stupisce è la mostruosità giuridica della norma.
Auspichiamo, pertanto, che prevalga su questa vicenda il buonsenso giuridico
che, sicuramente, è presente all’interno del Governo”.