Proseguono, fra le tensioni all’interno della maggioranza e lo sforzo del Governo di trovare le risorse necessarie, i lavori della Finanziaria al Senato. Sul piano politico, infatti, continua a pesare la mancata partecipazione ai lavori dell’Unione dell’Italia dei Valori e dei 'Diniani'. Se le truppe del ministro Di Pietro parlano di disguidi e malintesi, è esplicita la scelta di Lamberto Dini: “attendiamo che la commissione finisca i lavori, per fare le nostre valutazioni in aula, alla luce del sole”, ha spiegato l’ex presidente del Consiglio.
Ad assicurare che, in ogni caso,
il confronto all’interno della maggioranza prosegue è il relatore Giovanni
Legnini. “li avevo invitati. Ma, anche se non ci sono, il Governo da un lato e
io dall’altro portiamo avanti il confronto sui loro emendamenti. Stiamo
valutando le loro proposte, come quella della riduzione dei membri del Governo
che è certamente importante”. Tanto che, proprio su questo fronte, Governo e
maggioranza lavorano a un emendamento che ha come base di partenza le proposte
di modifica avanzate da Bordon e Manzione, da una parte, e da Villone e Salvi,
dall’altra. Proposte che prevedono un ridimensionamento dell’Esecutivo a 12
ministri ed un sostanziale taglio dei sottosegretari. Intanto, sempre in tema
di costi della politica, la maggioranza sta mettendo a punto anche una nuova
proposta di modifica sul fronte delle comunitĂ montane e dei compensi degli
amministratori locali: si punta a rispettare maggiormente l’autonomia
riconosciuta dalla Costituzione e a reinvestire sul territorio i risparmi
ottenuti con l’applicazione delle norme.
I lavori procedono con
emendamenti giĂ approvati dalla Commissione e proposte di modifiche che sono
state accantonate in attesa di trovare la copertura: in tutto, ha spiegato il
sottosegretario all’Economia, Alfiero Grandi, mancano all’appello circa 150-200
milioni. Tanto che è destinato a saltare il bonus per le mamme lavoratrici. La
misura, prevista da un emendamento del relatore alla Finanziaria, è stata
accantonata dalla Commissione ma non dovrebbe trovare spazio nel testo della
Finanziaria. Grandi ha spiegato che l’intervento costerebbe 400 milioni e, ha
aggiunto, “sono troppi, al momento non li abbiamo”. Gran parte delle risorse
disponibili saranno infatti assorbite dalla copertura da 830 milioni per
l’eliminazione del ticket sulla diagnostica e la specialistica.
Le risorse che cerca il Governo
sono da destinare a interventi mirati a “sanare squilibri dal punto di vista
sociale” e a “rifinanziare alcune norme”. In particolare, per ripristinare le
agevolazioni ai lavoratori frontalieri, per prorogare al 2008 le detrazioni per
gli asili nido e per gli assegni agli inabili. Sono tutte norme accantonate
dalla Commissione in attesa di trovare copertura. Per alcune misure - tra cui
il pacchetto di assunzioni per le agenzie fiscali, l’eliminazione del tetto per
gli sgravi Ici e le sanzioni per la mancata emissione di scontrini fiscali - la
commissione ha chiesto una relazione tecnica al Governo. Sul fronte delle
sanzioni per la mancata emissione di scontrini fiscali da parte degli esercizi
commerciali, la Commissione ha approvato un emendamento che elimina la
disposizione che prevede l’esposizione di un cartello con la motivazione esplicita
della ragione che ha portato alla chiusura temporanea. Nel corso dell’esame in
commissione, dovrebbero arrivare anche altre modifiche al testo. In
particolare, la chiusura del negozio scatterebbe qualora fossero accertate, in
tempi diversi, tre distinte violazioni dell’obbligo di emettere lo scontrino o
la ricevuta fiscale nel corso di un quinquennio, commesse in giorni diversi, e
non anche nella stessa giornata come previsto ora. Il Governo, invece, si è
dichiarato contrario all'ipotesi di prevedere una somma-soglia entro la quale
non sanzionare la mancata emissione.
Intanto, slitta alla prossima settimana l’avvio dell'iter del dl che accompagna la Finanziaria alla Camera. L’approdo in commissione del provvedimento sarà infatti posticipato a martedì 6 novembre. Il testo, atteso dal Senato, non è stato ancora assegnato.