“Governare l’energiaâ€: le proposte di Confcommercio
Nonostante la rinnovata
attenzione del legislatore verso il settore dell’energia, le scelte
tecnologiche passate e l’incertezza normativa hanno comportato una lunga stasi
degli investimenti che rischia di penalizzare fortemente l’intera economia
accrescendo il gap di competitività del nostro Paese rispetto agli altri
partners europei. È per questi motivi che Confcommercio ha messo a punto un
vero e proprio “Manifesto†per una nuova politica energetica che è stato
presentato nel corso del convegno “Governare l’energia: proposte ed indirizzi
di intervento per una riforma strutturale del settoreâ€.
Sono cinque le prioritÃ
che il “Manifesto†indica per una riforma strutturale del sistema.
Prima di tutto – dice il
documento – occorre rivedere l’attuale sistema di approvvigionamento, che sino
ad oggi ha esposto il sistema Paese ad un’elevata vulnerabilità . E quindi
bisogna diversificare il mix produttivo, ancora squilibrato verso l’olio
combustibile ed i suoi derivati, ed accrescere l’autonomia delle fonti
energetiche.
Sul lato dell’offerta,
poi, bisogna rendere più concorrenziale il sistema, riducendo le barriere
all’ingresso da parte di nuovi operatori e le capacità di controllare i prezzi
di mercato degli operatori dominanti. E’ necessario anche proseguire con forza nella liberalizzazione,
sia del settore elettrico che del gas, e promuovere l’offerta di servizi
energetici per le imprese attraverso la creazione di un vero mercato
dell’efficienza energetica.
La terza priorità riguarda
il potenziamento delle infrastrutture energetiche per aumentare
l’interconnessione tra zone limitrofe. Confcommercio ribadisce l’esigenza di
assicurare l’indipendenza dei proprietari delle infrastrutture energetiche e la
necessità di una gestione centralizzata degli investimenti. In più, il forte
legame del settore energetico con i trasporti impone l’adozione di misure in
grado di razionalizzare e ammodernare la rete distributiva di carburanti.
Sul fronte della domanda,
il documento suggerisce di avvicinare la produzione al consumo, favorendo la
diffusione di nuove modalità di autoproduzione come la cogenerazione, l’uso
delle fonti rinnovabili e il risparmio energetico.
Il quinto ed ultimo punto
riguarda l’esigenza di una razionalizzazione normativa, che assicuri un
riequilibrio del prelievo fiscale garantendo maggiore certezza sulle competenze
dei vari livelli di governo, e faciliti il consenso e le localizzazioni.
Confcommercio propone un riesame di tutte le componenti fiscali e parafiscali
presenti nella filiera energetica. In particolare, la fissazione di aliquote
fisse indipendenti dalla quantità di elettricità consumata e l’eliminazione
della doppia tassazione, costituita dal pagamento dell’imposta sul valore
aggiunto su di una base imponibile che già comprende altre imposte. L’obiettivo
finale è quello di riallineare le tariffe dei prodotti energetici sui livelli
europei sacrificando il prelievo fiscale, vera anomalia del nostro Paese.