I gestori degli impianti di carburante tornano sul piede
di guerra contro il decreto Bersani e annunciano una nuova serrata entro al
fine di maggio. “Ogni proposta, ogni tentativo di avvicinare le posizioni -
lamentano Faib-Aisa, Fegica-Cisl e Figisc-Anisa in una nota emessa al termine
di un incontro al Ministero dello Sviluppo economico – si è scontrato con una
intransigente chiusura e una indisponibilità che hanno vanificato mesi di
lavoro. Le proposte avanzate dalla categoria, sulle quali era stato
possibile far convergere l’intero settore si sono ritrovate strette tra la necessità del Governo di non
perdere la faccia ed immotivati
ed inaspettati veti posti dal coordinamento tecnico delle Regioni”. In questo
modo, “viene di fatto
confermato un provvedimento di carattere punitivo e nulla, nella parte che si occupa di
distribuzione carburanti del ddl Bersani, è diretto a portare benefici ai consumatori”. Alla categoria “non viene lasciata altra scelta che
riprendere immediatamente
la strada della protesta sociale e delle agitazioni: le chiusure degli impianti, già proclamate e poi sospese a
febbraio, riprenderanno a cominciare già prima della fine del mese di maggio.
La definizione del
calendario delle agitazioni - conclude la nota – costituirà oggetto dì una prossima riunione unitaria”.