La
ripresa c’è, i consumi ancora no
Consumi: chi li ha visti? In una fase di sviluppo della
crescita del Paese, la spesa degli italiani resta sostanzialmente ferma al
palo. Un fenomeno piuttosto anomalo e preoccupante, di cui si è parlato nel
primo Focus del Forum di Cernobbio.
A prendere per primo la parola è stato Giampaolo Fabris,
presidente del Comitato scientifico Gpf, che ha parlato di “una ripresa
vigorosa e strutturale. Ma i consumi interni, per ora, non fungono da volano”.
Ma perché non ripartono, questi consumi? Fabris ha indicato quattro cause: un
reale impoverimento, l’ampliarsi del precariato, l’instabilità politica, le
preoccupazioni derivanti dai mercati finanziari. D’altra parte va sottolineato
che, oggi, anche i consumatori con buona propensione al consumo “sono più
insoddisfatti, attenti al prezzo e autonomi”.
Per Dario Rinero, presidente e amministratore
delegato di Coca-Cola Hbc Italia, “la domanda interna non è robusta a
sufficienza per sostenere la crescita”. In più, la brusca frenata dei consumi
di base nel primo bimestre dell’anno (-4,2%) “dà la sensazione che le famiglie
abbiano voluto tirare il freno a mano in attesa di provare sulla propria pelle
dell’impatto delle decisioni economiche del Governo”
Enrico Finzi, presidente di Astra ricerche, ha fato notare la
“difficoltà delle imprese produttrici a motivare in maniera tradizionale il
consumatore, tanto che dopo molti anni è in diminuzione la crescita di
investimenti in comunicazione rispetto al Pil”. D’altra parte, “i consumatori
sono saturi e ormai si muovono solo per le novità ”. Finzi ha concluso
sottolineando un interessante fenomeno: “la distribuzione sta riacquistando
peso a causa del minore appeal che esercitano le marche produttrici”.
“Ridare fiducia sul futuro al consumatore, sulla propria
condizione sociale  ed economica, e
sullo sviluppo del Paese. Solo così si potranno trasformare i deboli segnali di
ripresa degli ultimi mesi in una crescita continua e stabile dell’economia
italiana”. E’ la ricetta indicata dal presidente di Federdistribuzione, Paolo Barberini.
E per aumentare stabilmente i consumi serve, oltre ad una seria politica d’incentivazione
della concorrenza nei mercati, una riduzione strutturale delle aliquote: “in un
quadro di interventi di ampio respiro - ha concluso il presidente di
Federdistribuzione – può essere giocata anche la leva fiscale, che dovrebbe
prevedere una riduzione strutturaleÂ
delle aliquote”.