Banche e imprese alla sfida della
competitività
La prima
giornata del Forum di Cernobbio ha ospitato il dibattito “Per un’Italia
competitiva: banche e imprese”, con la partecipazione di Bruno Tabacci, Stefano Preda e Corrado Passera.
Aprendo la serie degli interventi Tabacci ha sottolineato l’importanza di dare
grande trasparenza al settore e di porre l’attenzione sul nodo dei conflitti
d’interesse. “La banca- ha detto Tabacci – deve fare l’interesse degli
azionisti con grande trasparenza. In questo senso è fondamentale l’attività di
controllo delle autorità indipendenti come Bankitalia, Consob e Antitrust”. “Quando una banca entra nel capitale di
un’impresa bisogna capire esattamente con quali finalità entra”. Il deputato
dell’Udc ha poi posto l’accento sul pericoloso intreccio tra editoria e banche.
Infine Tabacci ha rivolto un richiamo all’italianità delle imprese soprattutto
nel settore bancario: “e’ un tema che va affrontato con grande serietà ma senza
demonizzare l’ingresso di aziende straniere”. Secondo il presidente di Banca
Esperia Stefano Preda, “negli ultimi anni le cose cominciano a funzionare molto
meglio nel settore. Il nostro sistema bancario presenta situazioni di basso
rischio”. Il problema, secondo Preda, è che “in Italia la crescita economica è
debole e le infrastrutture non sono adeguate”. “L’indebitamento dello Stato è
uno dei vincoli che impediscono di investire nelle infrastrutture”. Preda ha
poi osservato che il sistema bancario continua in ogni caso a ricoprire il
ruolo di “pivot” del sistema economico italiano. L’intervento del Ceo e
Consigliere Delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, si è incentrato sulla
“rivendicazione” del ruolo positivo del sistema bancario. “Molte aziende anche
molto importanti di questo Paese oggi non esisterebbero più se non avessero
avuto per un certo periodo il sostegno delle banche”. “Il settore bancario – ha
detto Passera - è l’esempio più bello di concorrenza del nostro Paese. Per
questo non mi piace l’immagine caricaturale fatta da Tabacci”. “Un settore che
da pubblico, non quotato e dominato dalla politica – ha aggiunto passera – è
diventato il più privatizzato e probabilmente il più concorrenziale”. Secondo
Passera in fatto di trasparenza “si può migliorare, così come nell’innovazione
dei prodotti”. Sul tema del conflitto d’interesse poi, il Ceo di Intesa
Sanpaolo ha osservato che in materia “non mancano certo leggi, regolamentazioni
e autorità”. Passera ha quindi risposto indirettamente al governatore della
Banca d’Italia Mario draghi sui prezzi: “Draghi sbaglia quando parla di prezzi
medi, perché non ha senso. L’importante è che ci sia concorrenza e un’offerta
diversificata”.