Il tesoretto aumenta. Prodi: “due terzi alle politiche
familiari”
Il tesoretto verrĂ utilizzato
prima di tutto in funzione anti-povertĂ , con due terzi da destinare alle
politiche familiari e un terzo all’innovazione. E’ con questo biglietto da
visita, scritto ieri dal presidente del Consiglio Romano Prodi, che il ministro
dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, si presenterà oggi all’Eurogruppo a
Lussemburgo, forte di un andamento delle entrate ancora in rialzo.
Il premier, intervenendo al
Festival dell’Economia di Trento, ha tracciato la linea del Governo, in
particolare su due delle questioni piĂą urgenti: la riforma delle pensioni e
l’utilizzo dell’extragettito. “Nella riforma del sistema pensionistico - ha
detto Prodi - non si possono non toccare anche i coefficienti di calcolo, ma
bisogna mettere un 'pavimento' salvaguardando i redditi più bassi”. E proprio
per andare incontro a chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese il premier
ha annunciato che nella redistribuzione del tesoretto (reso ancora piĂą corposo,
forse 4-5 miliardi di euro, dall’atteso buon andamento delle entrate di maggio)
l’obiettivo “è di non lasciare che un numero troppo elevato di persone scenda
sotto la soglia della povertĂ . Gli aspetti tecnici - ha aggiunto - sono sempre
discutibili e sono apertissimo a ogni proposta seria, ma l’importante è porre
un pavimento sotto il quale non voglio che si scenda. Questo non è libro Cuore,
non è sinistra, è semplicemente un minimo di decenza”. In attesa che gli
aspetti tecnici vengano definiti, Prodi ha comunque proposto la propria
ricetta: due terzi alle politiche familiari e un terzo all’innovazione. Per
quanto riguarda il primo punto il governo intende dedicare una parte delle
risorse “ad aumentare gli assegni per la cura dei figli e per i servizi alle
madri”, non tanto per far crescere l’occupazione femminile, quanto perché “è un
fatto di giustizia”.
Il progetto abbozzato da Prodi
non risponde alle aspettative del commissario europeo agli affari economici e
monetari, Joaquin Almunia, secondo cui tutte le entrate inaspettate andrebbero
destinate alla riduzione del disavanzo e del debito: ma appare piĂą sostenibile
alla luce delle indiscrezioni sul dato di maggio delle entrate fiscali, con un
+7,6% che farebbe lievitare il 'gruzzolo' a disposizione del governo fino a 4-5
miliardi di euro.