La spesa delle famiglie italiane è in ulteriore rallentamento. Lo segnala l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC), che per il mese di marzo evidenzia una variazione positiva delle quantità acquistate di appena lo 0,1% rispetto allo stesso mese del 2006. Nel primo trimestre dell’anno l’incremento sale così allo 0,5% tendenziale contro l’aumento dell’1,9% registrato nell’analogo periodo del 2006.
La staticitĂ dei consumi delle
famiglie si riscontra soprattutto nell’acquisto di beni
(–0,4% la riduzione delle quantitĂ
acquistate rispetto a marzo del 2006, +0,1% nel complesso del primo trimestre),
mentre per i servizi c’è un contenuto miglioramento (+0,5% e +1,6%
rispettivamente).
Analizzando l’evoluzione delle singole
voci di spesa che compongono l’ICC, si segnalano tassi di crescita decisamente
positivi solo per le comunicazioni (+6,5% la variazione tendenziale in
quantitĂ nel mese e +6,4% nel trimestre, favorita anche da una sensibile
riduzione dei prezzi) e per i beni e servizi per la cura della
persona (+5,2% a marzo e +5,5% nel complesso del primo trimestre, grazie
soprattutto ai prodotti farmaceutici e terapeutici). Vi si contrappongono le
decise riduzioni registrate nel comparto dei beni e servizi ricreativi (-5,2%
tendenziale in quantità , con l’eccezione dei segmenti dei cd e dei supporti
audiovisivi e dei giochi, giocattoli e articoli per lo sport ed il tempo
libero) e dell’alimentare e tabacchi (-2% a marzo e -2,2% nel primo
trimestre).
Dopo la battuta d’arresto di
febbraio, la domanda per i servizi di ristorazione e di alloggio è in
contenuto miglioramento (+0,7% la variazione tendenziale in quantitĂ ), grazie
alla modesta ripresa dei consumi presso i pubblici esercizi.
Quanto ai beni e servizi per
la mobilità , la tendenza è al ridimensionamento, con una variazione
tendenziale in quantitĂ del +0,3%, a fronte di un incremento del +3,7% nel
primo bimestre. Ciò è dipeso essenzialmente dalla decisa riduzione dei consumi
di carburanti e dal ridimensionamento dei tassi di crescita delle vendite di
autovetture.
Ancora
negativa l’evoluzione della domanda per l’abbigliamento e le calzature
(-0,6% in quantitĂ nel mese di marzo, -0,7% nel complesso del primo trimestre),
sintomo che i saldi invernali hanno prodotto risultati meno favorevoli rispetto
allo scorso anno e che c’è una certa prudenza da parte dei consumatori negli
acquisti per l’inizio della stagione primavera-estate.
In ulteriore flessione anche la
domanda relativa ai consumi di beni e servizi per la casa (-0,5%
in quantitĂ sia a marzo che nella media del trimestre), con lievi variazioni
positive solo per gli elettrodomestici.