In Italia la ripresa è in corso,
grazie alla buona congiuntura internazionale, ma anche “per segnali di
miglioramento nei fondamentali”. Tuttavia “è ancora troppo presto per dire che
il Paese ha voltato pagina” e, in una prospettiva di medio termine rimangono
davanti “sfide enormi” da affrontare. E’ il profilo tracciato dall’Ocse nel
Rapporto Italia presentato a Palazzo Chigi dal segretario generale
dell’organizzazione, Angel Gurria.
L’Italia, sottolinea l’Ocse in
una ventina di valutazioni e raccomandazioni che si sviluppano in 140 pagine di
rapporto, deve ancora guadagnare terreno in termini di concorrenza,
sostenibilitĂ di bilancio e, soprattutto, deve far funzionare la ricetta
federalismo. Se da un lato, infatti, il nostro Paese ha riguadagnato quote di
mercato in termini di export e di performance del mercato del lavoro,
dall’altro deve preoccuparsi delle prospettive a medio termine, che restano
“una sfida”. La produttività dei fattori, segnalano gli esperti, “mostra scarsi
segnali di ripresa, l’indebitamento pubblico minaccia la sostenibilità fiscale
appesantito dall'’invecchiamento della popolazione”.
“Senza ulteriori riforme -
aggiungono - gli standard di vita rischiano di scendere al di sotto degli altri
Paesi”. E’ poi cruciale, prosegue l’Ocse, “che il processo di liberalizzazione
continui”, che “gli interventi pubblici nel settore industriali si
riducano"”, che il settore bancario venga rilanciato.
fronte dei conti pubblici
l’Italia, secondo l’Ocse, ha ottenuto risultati straordinari ma “dovrebbe
mantenere un atteggiamento prudente di politica di bilancio nel 2007 e oltre,
alla luce dell’alto livello di debito pubblico ancora sopra il 100% del Pil”.
Il 'tesoretto' dovrà quindi essere “interamente” devoluto al risanamento dei
conti e al ripianamento del deficit e il Governo dovrĂ pensare soprattutto
ridurre la spesa, a partire da quella pensionistica. “E’ disdicevole – si legge
nel Rapporto - che gli aggiustamenti sull’aspettativa di vita già approvati
siano stati rinviati, così come il fatto che ora venga ripreso in
considerazione l’aumento dell’eta pensionistica”. Sul contenimento della spesa
sanitaria, l’Ocse consiglia il ricorso a sanzioni per responsabilizzare le
amministrazioni locali. Mentre sul fronte della burocrazia vengono rimarcate le
“buone intenzioni” del Governo per aver trovato un accordo con i sindacati
sulla riforma dell’amministrazione pubblica, anche se notare “la sua attuazione
resta incerta”.
Per quanto riguarda il federalismo l’Ocse sottolinea l’importanza dei passi fatti dall’Italia sul fronte del decentramento dei servizi pubblici e invita il Paese a continuare sul fronte del federalismo fiscale.