Riforma del Tfr: strada obbligata per lavoratori e
imprese
L’ultimo numero del Focus pubblicato sul sito
associativo di Confcommercio è dedicato alla scelta di destinazione del Tfr cui
dal primo gennaio scorso e fino al 30 giugno prossimo sono chiamati tutti i
lavoratori dipendenti. A questo proposito, è bene evidenziare che dal 1998
Confcommercio, che ha sempre dedicato grande attenzione allo strumento della
previdenza complementare (non a caso già da cinquant’anni la Confederazione ha
promosso il Fondo Mario Negri che garantisce ai dirigenti del terziario un
trattamento previdenziale integrativo), ha istituito - insieme a Filcams-Cgil,
Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil - il Fondo pensione complementare per i
dipendenti delle imprese del Commercio, del Turismo e dei Servizi, Fon.Te.
Dall’analisi
delle varie normative ed opportunità inserite nel Focus, appare come il
trasferimento del Tfr al Fondo pensione di categoria appaia, per vari motivi,
come la soluzione più vantaggiosa sia per il lavoratore che per l’impresa. In
primo luogo, il Fondo di origine contrattuale svolge, infatti, un ruolo di
garante sociale delle necessità di imprese e lavoratori, attraverso la
contrattazione collettiva; in secondo luogo, soltanto per il Fondo contrattuale
è previsto il concorso del datore di lavoro nel versamento della relativa
contribuzione. Infine, con il trasferimento del Tfr a Fon.Te, le imprese si
liberano totalmente della gestione del Tfr che, invece, resterebbe a loro
carico in caso di trasferimento al conto di tesoreria presso l’Inps.