“Non si è sciolto il legame con Bruxelles, non sono cambiati gli obiettivi per un pareggio di bilancio nel 2011, non è stata cambiata la direzione” del governo sul fronte del risanamento dei conti pubblici. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, nell’audizione al Senato sul Dpef. “Non siamo nell’ultraortodossia di Bruxelles”, che preferirebbe un risanamento più rapido, “ma abbiamo pienamente assolto gli impegni” assunti dal precedente Governo quando fummo sottoposti a procedura di infrazione per deficit eccessivo. Impegni che prevedevano, ha ricordato Padoa-Schioppa, un rapporto deficit-Pil al 2,8% quest’anno. Anche sul fronte del cosiddetto extragettito, ha spiegato il ministro, il dibattito ha portato a ritenere che “soltanto i miglioramenti inattesi di tipo congiunturale debbono essere devoluti per intero a riduzione del debito, non quelli strutturali”.
Il ministro ha poi aggiunto che “siamo usciti dall’emergenza, le entrate sono buone, ma l’andamento della spesa non ci soddisfa ed è superiore alle stime di marzo, a causa della modifica dei ticket, per la decisione di riaprire la negoziazione del contratto sul pubblico impiego, ma anche per gli aumentati tassi di interesse”. La crescita potrebbe salire nei prossimi anni “a quasi il 3%”, a condizione di “un recupero della produttività” e di un “allineamento agli obiettivi dell’agenda di Lisbona”.