Il calo dell’Ici e la tassazione
delle rendite finanziarie, la cedolare sugli affitti e la riduzione delle tasse
sulle imprese. Il cantiere della Finanziaria si metterà in moto mercoledì
prossimo, con la prima riunione tecnica al Tesoro. Ma l’iter è lungo e passa
per la scadenza del 10 settembre, entro la quale i Ministeri devono avanzare
proposte (ma anche, e obbligatoriamente, le coperture). Poi sarĂ il momento
delle decisioni che “saranno collegiali”, come ha spiegato Palazzo Chigi
intervenendo sull’ipotesi di inserire in Finanziaria la tassazione delle
rendite finanziarie.
La manovra non servirĂ per
correggere i conti, ma solo a finanziare le scelte di politica economica che si
faranno. I temi sono però già sul tappeto. Il capitolo più ricco sarà comunque
quello fiscale. Potrebbe arrivare una prima 'tranche' di alleggerimento
dell’Ici sulle prime case. Su questo c’è già un accordo della maggioranza
scritto nero su bianco nel disegno di legge delega collegato con la Finanziaria
dello scorso anno. Si punta a portare da 103 a 290 euro la detrazione Ici sulle
abitazioni principali, così da esentare completamente il 70% della prime case.
Il costo del provvedimento - ha calcolato la Ragioneria - si aggira sui 2
miliardi. Così è più che probabile l’operazione si realizzi in due tappe. La
prima, cioè la prossima finanziaria, potrebbe decidere di togliere l’Ici per
gli immobili inferiori ai 100 metri quadrati. Il calo dell’Ici - secondo una
parte della maggioranza - sarebbe un aiuto alle famiglie. Ma non è un mistero
che il vice-ministro Vincenzo Visco preferisca altri tipi di intervento.
L’arrivo dell'aliquota al 20%
sulle rendite finanziarie era invece previsto dal programma di governo e,
inizialmente, anche dalla Finanziaria del prossimo anno. Poi la norma, inserita
nel ddl delega, è stata stralciata. L’arrivo dell'aliquota unica avrebbe
l’effetto di aumentare il prelievo sui capital gain azionari e anche sui Bot,
ma anche a ridurre il prelievo (ora al 27%) sui rendimenti dei conti bancari e
postali. Il maggior incasso previsto - secondo i calcoli fatti lo scorso anno
dal Tesoro - è di circa 2 miliardi in un anno. Abbinato con la nuova tassazione
delle rendite è anche il nodo della cedolare secca del 20% sugli affitti, tassati
ora con l’Irpef. Costerebbe circa 1,3 miliardi senza però considerare
l’emersione che ci sarebbe degli affitti in nero.
Per quanto riguarda infine gli autonomi, sarebbe in arrivo una drastica semplificazione per 900mila partite Iva con i ricavi piĂą bassi, cosiddetti contribuenti 'minimi'. A loro si applicherebbe un tributo omnibus che, con un versamento forfait, potrebbe sostituire i pagamenti di Irpef, Ires, Irap e Iva.