Lo sciopero della spesa e della
pasta organizzato in molte piazze italiane
dalle associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori è stato un successo. Lo
affermano gli organizzatori precisando
che, a fine giornata, il 67% dei consumatori interpellati in alcune grandi
città ha detto di aver rinunciato al
consumo o all'acquisto della pasta. L’adesione maggiore gli organizzatori
l’hanno registrata a Catania (71%),
Bologna (69%), Firenze e Roma (68%), seguite da Perugia (65%), Torino (64%), Milano (63%), Palermo e Bari
(62%) e Napoli (60%).
In un comunicato, Adusbef, Adoc,
Federconsumatori e Codacons “ringraziano le famiglie italiane per la
straordinaria partecipazione, che è andata al di là di ogni rosea aspettativa”.
“Naturalmente a questo punto non è più eludibile - scrivono - un ragionamento che coinvolga e stravolga le voci ed
i pesi del paniere dell’Istat, che riteniamo allo stato attuale del tutto
inadeguati. Ma soprattutto urge che si presti attenzione e si prendano
provvedimenti in merito al problema scandaloso che attiene all’accuratezza
delle rilevazioni territoriali dei prezzi dei beni di largo consumo,
rilevazioni da noi ritenute poco realistiche. Alla luce di tutto ciò intendiamo
proseguire, e celermente, con i confronti, le verifiche e le relative decisioni
da prendere sui prezzi dei prodotti agroalimentari nel tavolo dei ministri
delle Politiche Agricole e dello Sviluppo Economico”.
Inoltre, le associazioni
chiedono “un urgente incontro con il presidente del Consiglio Prodi, per
inserire anche nella prossima Finanziaria particolari capitoli ed interventi di
risarcimento sociale, per riparare le famiglie dello scippo con destrezza
attuato dal 2.002 da parte di un compiacente piano che ha distratto 70 miliardi
di euro dalle tasche di chi vive con reddito fisso, a favore di coloro che
utilizzano una penna come strumento per variare prezzi e tariffe. Siamo certi
che la sensibilità del presidente Prodi non deluderà le attese, non nostre, ma
di milioni di famiglie costrette altrimenti ad una vita a rate”.