L’ultima parola
sull’introduzione dell’aliquota al 20% sulle rendite finanziarie spetta al
Governo. Romano Prodi interviene in prima persona per fare chiarezza sulle
polemiche degli ultimi giorni invitando a non tenere conto delle parole
pronunciate da singoli esponenti del centrosinistra sulla delicata questione.
“Le dichiarazioni estemporanee non valgono nulla. Possono essere fatte
liberamente, ma non valgono nulla. Il Governo decide nella sua collegialità”,
ha precisato il premier ai giornalisti. Prodi ha ribadito la linea
dell’Esecutivo dopo l’accelerazione imposta dal sottosegretario all’Economia,
Alfiero Grandi, che aveva rilanciato la proposta di tassare al 20% le rendite
dai guadagni di Borsa ai Bot.
Malgrado l’altolà, però, lo
scontro tra riformisti e radicali continua. Due ministri - Giulio Santagata
(Attuazione del programma) e Luigi Nicolais (Funzione Pubblica) - hanno
bocciato l’iniziativa “personale” di Grandi smentendo che le aliquote sui Buoni
ordinari del Tesoro saranno modificate nella prossima Finanziaria. Mentre il
sottosegretario Enrico Letta ha lanciato un messaggio rassicurante ai
risparmiatori: “io continuo a pensare che la strada giusta sia quella di una
tregua fiscale, nei fatti e nelle parole, fra la politica e gli italiani”. Ma
Rifondazione insiste. Il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero,
rimanda al programma dell’Unione: “chiedo agli esponenti della maggioranza: in
politica gli impegni presi debbono essere mantenuti oppure no? Io penso di sì”.
Il confronto tra le due anime
del centro-sinistra è rinviato al tavolo sulla finanziaria: mercoledì 29 agosto
è in calendario il primo vertice con Tommaso Padoa Schioppa al ministero
dell’Economia.