“L’Italia è un Paese che si è
rimesso a camminare ed è uscito dalle emergenze, ce lo dicono tutti i dati
macro economici”. Così il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha esordito
nella conferenza stampa di fine anno. L’anno, ha annunciato, si chiuderà “con
un deficit attorno al 2%” e a fine legislatura “l’Italia potrà scendere sotto
il rapporto del 100% tra debito e Pil”. Il premier, tuttavia, ha confermato la
preoccupazione per il fatto che l’azione di risanamento dei conti pubblici
completata nel 2007 non abbia rimosso “una mancanza di fiducia molto diffusa e
un clima di insicurezza che appesantisce e non permette di alzare il passo,
camminare spediti e alla fine di correre”. Tuttavia, “è fondamentale essere rientrati
nei parametri europei. Ci permette di respirare e di avviare politiche sociali
rilevanti. Questo tuttavia non ha cambiato né le percezioni né le reali
difficoltà delle famiglie per arrivare a fine mese”.
“Ci sono cifre che fanno scarsa notizia – ha proseguito Prodi citando i dati sull’export e la disoccupazione - ma che sono di estrema importanza. L’Italia è passata da malato d'Europa a convalescente”. In questo senso il premier ha sottolineato che “il Governo è stato a fianco delle imprese” citando le misure sulle infrastrutture, sull’Ires e sulla ricerca.
Quanto al futuro prossimo, “il 2008 sarà l’anno in cui dobbiamo proiettare l’Italia nel futuro, scrollandoci da addosso insicurezze e sfiducia”. La politica del Governo vuole essere “vicina alle famiglie” e l’Esecutivo lavora a una “forte operazione fiscale per i salari medio bassi”. “In Italia – per il premier - salari e stipendi hanno perso potere d’acquisto” e ora “ne risente negativamente lo sviluppo del Paese”. “Bisogna cambiare rotta” e nel 2008 il Governo proporrà un “grande patto per maggiori salari, maggiore produttività , riduzione delle imposte per i salari medio bassi. Inizieremo subito questa sfida comune per la grande ripresa dell’Italia”. “Le imprese- ha poi specificato - hanno già avuto molto”, ora “bisogna riprendere lo sviluppo anche per la domanda interna”. Per quanto concerne la crescita, Prodi ha confermato per il 2008 le stime che indicano nell’1,5% l’aumento del Pil.
Il presidente del Consiglio si è poi augurato che, alla ripresa dei lavori parlamentari, il Senato dia “finalmente” il via libera al terzo pacchetto di liberalizzazioni. Secondo Prodi, bisogna andare avanti senza farsi frenare dal “male del corporativismo che chiude lo sguardo verso gli altri e ci frena”. Quanto alla sicurezza, il Governo “sta investendo molto”, anche se la percezione dell’opinione pubblica prosegue sulla scia di una crescente paura. Il presidente del Consiglio ha ricordato che la filosofia dell’Esecutivo su questo tema non è stata quella di “seguire i flussi emotivi del momento” ma di provvedere a misure “mirate” come il cosiddetto 'Pacchetto sicurezza', il ddl sulla violenza alle donne e le iniziative per contrastare la violenza negli stadi.