Niente più scarcerazioni facili, giro di vite sui permessi
e la custodia cautelare, certezza della pena e lotta alla criminalitÃ
organizzata con la confisca dei beni. Ma anche misure contro il degrado urbano
con la stesura di un piano nazionale sull'accattonaggio per i sindaci che
potranno così far rispettare le ordinanze contro gli ambulanti e lavavetri
punendo la "questua molesta", già prevista - secondo una precisazione
del Viminale - dalle normative vigenti.
Il primo atto della riapertura politica dopo un'estate di
sangue e delinquenza è un nutrito e articolato pacchetto sicurezza che delinea
la linea dura contro le situazioni di criminalità organizzata ma anche di
piccola illegalità diffusa nelle strade.
Il "pacchetto" è stato studiato, limato e
valutato in un lungo vertice a Palazzo Chigi tra il premier Romano Prodi ed i
ministri Amato, Mastella, Parisi e Pollastrini, il viceministro Minniti ed il
sottosegretario Micheli.Â
Si è trattato di un primo passo fondamentale per arrivare
entro il mese ad un disegno di legge per rafforzare e coordinare meglio i
poteri dei sindaci ma anche di stringere le maglie del sistema penale. Palazzo
Chigi ha infatti assicurato che il governo entro tre settimane metterÃ
definitivamente a punto un "provvedimento ad hoc" sulla sicurezza
dopo l'esame in Consiglio dei ministri e previo confronto con la Conferenza
Stato-Città prevista per il 18 settembre. E la legalità sarà tra i capitoli
chiave della manovra 2008.
Il testo "prevederà iniziative soprattutto per
garantire la sicurezza nelle aree metropolitane, con particolare attenzione per
la prevenzione e il contrasto delle molestie e delle violenze nei confronti
delle donne. Si puntera' a sostituire le sanzioni economiche e amministrative
con l'obbligo a svolgere lavori socialmente utili. Spesso si ha a che fare con
nullatenenti non in grado di pagare una multa di cento o duecento euro. Meglio
costringerli a ripulire strade e giardini. Nel mirino anche la cosiddetta questua
molesta che verrebbe punita come le molestie. Il disegno di legge dovrebbe
contenere anche norme contro le scarcerazioni facili. Al vaglio anche
l'utilizzo di almeno 30 mila uomini delle forze armate per contrastare la
criminalità organizzata e misure di contrasto alla 'ndrangheta, che il governo
ha ieri messo a punto con il presidente della Calabria, Agazio Loiero, anche
lui a Palazzo Chigi.