Dopo Napoli, altre due metropoli
italiane tagliano il traguardo del patto per la sicurezza con il Viminale. A
Roma la firma sotto il documento è del ministro dell’Interno Giuliano Amato e
del sindaco Walter Veltroni; a Milano del viceministro all’Interno Marco
Minniti e del primo cittadino Letizia Moratti.
Ai patti con Roma e Milano
seguiranno tra breve anche quelli con le altre città metropolitane, in modo che
ogni grande centro urbano abbia un piano per la sicurezza 'tagliato su misura'.
I punti cardine del patto romano
- alla presenza anche del capo della Polizia, Gianni De Gennaro, del comandante
generale dei carabinieri, Gianfrancesco Siazzu, del comandante generale della
Guardia di Finanza, Roberto Speciale, del presidente della Regione Lazio, Piero
Marrazzo, e di quello della Provincia, Enrico Gasbarra - sono: campi nomadi
fuori dalla capitale, divieto di prostituirsi in strada, pene più severe per i
writers e maggiori sanzioni per il commercio abusivo.
Il patto milanese prevede l’invio di qualche centinaio di agenti in più fra poliziotti, carabinieri e finanzieri e la definizione delle priorità: lotta allo spaccio, alla prostituzione, al degrado. Tra le novità, la possibilità che il prefetto possa assumere l’incarico di commissario straordinario per individuare le aree piuù adatte per i campi nomadi e, se necessario, trasferirli rispetto a dove si trovano oggi e la possibile delocalizzazione di alcune attività lavorative come quelle nella Chinatown.