Il fisco corre ai ripari per
frenare gli studi di settore previsti dalla Finanziaria che le categorie
considerano troppo aggressivi. Individua così una possibilità di intervento. Le
anomalie che potrebbero emergere nella prima applicazione di criteri più
incisivi - che evidenziano ad esempio incoerenze tra i ricavi e i compensi
dichiarati - possono essere corrette dal 'contraddittorio' fisco-cittadino. I
funzionari dell’amministrazione finanziaria ascolteranno le ragioni (suffragate
da dati) dell’imprenditore o del lavoratore autonomo e, nel caso, correggeranno
l’applicazione automatica degli 'studi'.
L’Agenzia delle Entrate ha
infatti diffuso una corposa circolare per applicare le nuove norme sugli studi
di settore prevista dalla legge Bersani-Visco e dall’ultima Finanziaria. Sono
così stati fissati i criteri per identificare le attività marginali, tra le
quali sono previste anche le piccole botteghe tenute da un commerciante oramai
anziano. Ma sono stati anche introdotti alcuni paletti anti-furbi: chi chiude
l‘attività nel corso dell'anno, ma poi ne riapre una analoga entro sei mesi,
non potrà più sfuggire allo screening che viene svolto con gli studi.
Ecco i principali punti della
circolare con la quale il fisco scioglie i nodi più controversi e accoglie
alcuni richieste sull’applicazione degli studi al tavolo di confronto con le
categorie istituito dal vice-ministro Vincenzo Visco.
CONTRADDITTORIO
ANNULLA-ANOMALIE: gli studi di settore prevedono ora l’applicazione di indicatori
di normalità economica, per segnalare eventuali anomalie rispetto a
comportamenti normali degli operatori del settore. Ma ora i funzionari del
fisco potranno valutare gli elementi - magari di carattere straordinario -
forniti dal contribuente durante il 'contraddittorio' per valutare ed
eventualmente correggere i maggiori ricavi che emergono con l’applicazione
automatica degli 'studi'.
I MARGINALI: per le imprese che
svolgono l’attività in condizioni di marginalità economica, l’ufficio dovrÃ
tener conto degli effetti penalizzanti che derivano da alcuni indicatori
('Valore aggiunto per addetto' e 'Redditivita' dei beni mobili strumentali').
Vengono identificati i criteri per la marginalità : la localizzazione
territoriale dell’attività , le ridotte dimensioni del mercato servito, l’etÃ
del contribuente, la limitata dotazione di beni strumentali o l’obsolescenza
degli stessi, l’assenza di dipendenti e l’assenza di costi relativi a servizi.
STOP A MAGGIORAZIONE 3%: viene
stabilito che la maggiorazione del 3% non si applica, per il periodo d’imposta
2006, nei casi in cui trovano applicazione gli indicatori di normalità .
L’Agenzia ha infatti ritenuto che l’introduzione dei predetti indicatori ha
comportato un diverso meccanismo di stima dei ricavi o compensi presunti
rispetto a quelli in vigore lo scorso anno. Pertanto, l’intervento è stato
assimilato ad una vera e propria 'Revisione' degli studi.
PIU' SANZIONI DA 2007:
scatteranno solo dal 2007 le nuove sanzioni 'incrementative' per le omesse o
infedeli dichiarazioni dei dati o per l’indicazione di cause di esclusione
degli studi. Le norme erano state introdotte dalla Finanziaria 2007.
STOP A 'CHIUSURE FURBE': la
circolare fornisce chiarimenti sull’applicazione degli studi in caso di
chiusura di attività . Non eviterà questi controlli chi riapre entro sei mesi
un’attività analoga: sarà considerata 'prosecuzione di una preesistente
attività svolta da un altro soggetto'.
AUTO NON STRUMENTALI: altri
paletti vengono introdotti in materia di deducibilità delle auto non
strumentali, con chiarimenti su come considerare le spese e le altre componenti
negative ai fini della determinazione dei redditi.
LIMITI A CONTROLLI NON PER TUTTI: lo stop all’utilizzo di 'accertamenti presuntivi' nei confronti dei soggetti che risultano 'congrui' agli studi di settore, non riguarda tutti gli accertamenti. In particolare, precisa la circolare, la limitazione non si applica agli accertamenti che partono da 'presunzioni dedotte da rapporti ed operazioni finanziarie e operazioni di acquisto o di cessione ai fini Iva'.