Raggiunta un’intesa tra il
Ministero delle Finanze e le categorie sulla revisione degli studi di settore.
Ne dà notizia lo stesso dicastero, spiegando che “in un incontro tra i tecnici
del Gabinetto del viceministro Vincenzo Visco ed i rappresentanti delle
categorie firmatarie del Protocollo d’Intesa sugli Studi di Settore e per lo
sviluppo delle micro, piccole e medie imprese, sono stati chiariti alcuni dei
punti al centro del confronto”.
Si tratta, in particolare, dell’adeguamento
al livello minimo, delle motivazioni da portare in sede di accertamento e
dell’indice che misura il valore aggiunto per addetto.
Adeguamento al livello minimo: in
considerazione del fatto che per la definizione degli indicatori di normalità economica
è mancato il preventivo parere della Commissione degli esperti, sino alla
revisione degli studi e, quindi, fino al superamento degli effetti del decreto
del 20 marzo 2007, è ammesso l’adeguamento al livello minimo di ricavi
derivante dall’applicazione degli indicatori medesimi, a condizione che tale
livello non sia inferiore a quello di congruità puntuale previsto dagli studi.
Motivazione in sede di
accertamento: la necessità di motivare eventuali accertamenti per la
parte di ricavi scaturente dall’applicazione degli indicatori di normalità
economica rimane, come onere, a carico della Agenzia delle entrate fino alla
sostituzione, a seguito di revisione ordinaria degli studi di settore, degli
indicatori approvati con decreto del 20 marzo 2007.
Valore aggiunto per addetto:
l’indicatore sintetico “valore aggiunto per addetto”, finalizzato ad evitare
fraudolente indicazioni di costi per ridurre il livello di congruità richiesto
dagli studi di settore, in sede di revisione ordinaria degli studi medesimi verrà
superato con l’indicazione di intervalli di costi coerenti con l’attività
svolta dall’impresa.
L’indicatore “valore aggiunto
per addetto” verrà utilizzato dall'Agenzia delle Entrate quale variabile di
controllo in sede di selezione degli accertamenti.
I punti dell'accordo che
necessitano di traduzione normativa sono stati proposti come emendamenti al ddl
1485 in discussione al Senato, sull’ammortamento degli immobili ed in materia
di rimborsi Iva per le automobili.