L’andamento della stagione
turistica è “complessivamente positivo”, anche se si registrano difficoltĂ
nelle famiglie italiane di reddito medio-basso, che “si traducono in un
accorciamento della durata delle vacanze”. E’ il quadro tracciato a Palazzo
Chigi dal ministro dei Beni Culturali con delega al Turismo, Francesco Rutelli,
secondo cui i ceti medio-bassi “fanno fatica” ad andare in vacanza e
preferiscono come meta la Penisola ai Paesi stranieri. “Circa 25 milioni di
italiani - ha riferito il vicepresidente del Consiglio, nel corso di una
conferenza stampa indetta per fare il punto sulle attivitĂ del Dipartimento per
lo Sviluppo e la CompetitivitĂ del Turismo - andranno in vacanza in Italia e
poco più di 5 milioni andranno all’estero”. I dati provvisori sono al momento
“confortanti” per il turismo balneare, che nonostante alcuni “allarmismi”
registra una “crescita moderata” delle tariffe. Se il mare “regge”, la montagna
“conferma invece le difficoltà ”, mentre le città d’arte mantengono il trend di
costante crescita.
Da una rilevazione compiuta tra
i tour operator stranieri, la domanda rivolta all’Italia è per il 46% in
rialzo, per il 42% stabile e per l'11,5% in diminuzione; per il 2008, però, è
previsto un calo del 6%. La flessione non riguarda il mercato americano, che
nel 2007 mostra una notevole crescita (indicata dal 63% dei tour operator).
“Gli americani vengono con dinamiche crescenti, nonostante il rafforzamento
dell’euro. L’immagine del nostro Paese ha avuto un buon recupero”, ha osservato
Rutelli.
Secondo l’Enit-Agenzia nazionale del turismo, sul fronte dell’incoming sono stabili Germania e Gran Bretagna, mentre migliorano le vendite in Austria (stima del 10% sull’anno), Svizzera, Belgio (+9%), Paesi Bassi (+8%). In espansione anche Francia e Spagna (rispettivamente +5% e +10-15% per l’estate). Incrementi a due cifre, dopo anni di difficoltà , in Giappone, ma veri outsider sono Russia (+36% nel rilascio dei visti nel primo quadrimestre) e Polonia (aumenti delle vendite che arrivano anche a picchi del 70%). Infine, fra i mercati emergenti si impone l’India (+15-20% delle vendite) e il Brasile (+25-30% delle vendite).
“Il nostro obiettivo - ha detto il presidente dell’Enit, Umberto Paolucci - è di far crescere l’industria turistica italiana il doppio rispetto al Pil e di non perdere più quote di mercato, guardando in particolare ai Paesi emergenti. Questi mercati producono già 140 milioni di viaggiatori e arriveranno a 350 milioni nel 2010. Dobbiamo motivare tanti milioni di individui a privilegiare il nostro Pease. Sarà un serbatoio inesauribile”.