Il presidente della Commissione
Sicurezza della Confcommercio, Luca Squeri, in occasione della Giornata
Internazionale contro la violenza alle donne di domani, ha sottolineato che “al
raccapricciante dato di oltre 6 milioni
e 500 mila donne tra i 16 e i 70 anni che in Italia hanno subito violenza
almeno una volta nella vita, si aggiunge la difficile situazione che ogni giorno
vive la categoria delle donne imprenditrici che, suo malgrado, è il
bersaglio più esposto agli atti criminosi”. “Le donne commercianti – continua
Squeri - sono in assoluto le prime potenziali vittime del clima di insicurezza
che si respira nei quartieri delle nostre cittĂ e sono la fascia piĂą a rischio,
quella che ha maggior paura di subire fenomeni di aggressione e rapina, e che
risente per prima della mancanza di controlli e degli scarsi strumenti di
deterrenza contro una dilagante criminalitĂ . Dare a queste donna dignitĂ ,
significa metterle in grado di lavorare serenamente, senza avere paura del malvivente che può da un
momento all’altro varcare la porta dell’esercizio commerciale”. Mettendo in
evidenza l’incidenza negativa sul commercio di uno scenario di scarsa sicurezza
sulle strade, Squeri sottolinea che “laddove c’è criminalità , anche il
commercio è minacciato, in quanto le donne consumatrici sono le prime ad
evitare le aree piĂą a rischio. Dallo studio sulla sicurezza del Ministero
dell’Interno emerge un rapporto di 4,3
donne per ogni uomo vittime di furti con strappo e un rapporto di circa 2 a 1
nei furti con destrezza. I dati rivelano, inoltre, che la paura di subire un
reato è molto più forte tra le donne”. “Intervenire
concretamente a favore della popolazione femminile – conclude Squeri – significa,
dunque, realizzare il controllo del territorio per una maggiore sicurezza dei
quartieri, delle aree commerciali, delle vie delle cittĂ . Aiutare le donne vuol
dire, inoltre, metterle in condizione di poter denunciare i propri
carnefici senza paura e senza vergogna. Presupposto necessario di tutto
ciò è la realizzazione di una vera cultura della legalità e della protezione
delle vittime che abbiano nella certezza della pena la condizione
indispensabile”".     Â