Arriverà oggi dalla Camera il via libera definitivo
al Dpef. La risoluzione presentata dall’Unione prevede che siano inserite nella
Finanziaria 2008 le novità legate all’accordo sul welfare. Ma proprio sul protocollo
firmato dal governo con le parti sociali si è aperta una nuova crepa nei
rapporti tra le varie anime della maggioranza. Ad innescare la nuova polemica
un’intervista in cui il vice premier, Francesco Rutelli, stanco del continuo
muro contro muro, dice basta “al ricatto delle minoranze”. Il presidente della
Margherita difende il buon lavoro fatto, spiega che “chi governa deve cercare
la sintesi” e frena Rifondazione Comunista: “smettete di cavalcare tutte le
proteste”. Ma è tutta l’ala moderata e riformista, con in testa Walter
Veltroni, candidato alla leadership del Partito democratico, avvertire la
sinistra che sta tirando troppo la corda. Per il sindaco di Roma l’accordo sul
welfare “non si cambia nella sostanza”.
L’ala radicale, da parte sua, rivendica il diritto
di mobilitarsi per “modificare seriamente” il protocollo senza essere
considerata irresponsabile e Rifondazione e Sinistra democratica avvertono
Rutelli: “così si fa cadere il Governo”. Anche i Verdi confermano la linea
dura, smentendo che si tratti di un “ricatto” della sinistra. È piuttosto un
dovere - spiega il capogruppo Angelo Bonelli - lottare contro il precariato che
“coinvolge 5 milioni di giovani precari”.