“Cinque
giorni minimo di chiusura dell’esercizio per il commerciante che non pulisce
dinanzi al negozio: così il Governo, all’articolo 16 del Pacchetto Sicurezza
pronto ad essere approvato dal Consiglio dei ministri, combatte la criminalità
di strada. Finalmente si gioca a carte scoperte: l’obiettivo da colpire è il
commerciante”. Parole dure quelle del presidente dell'Ascom-Confcommercio della
provincia di Napoli, Antonio Pace: “questa è la risposta del ministero
dell’Interno all’escalation criminale con una norma che suona come una beffa
nel giorno dei funerali di un tabaccaio”. “Dopo l'inasprimento degli studi di
settore, l'aumento della pressione fiscale, i provvedimenti di chiusura degli esercizi commerciali fino a due anni per
superamento dell'orario di lavoro, utilizzo di lavoro nero ed emissione degli
scontrini fiscali – ha affermato Pace - i commercianti rischiano la chiusura perché il marciapiedi davanti al proprio
negozio è sporco a causa dei venditori abusivi o dei cittadini incivili e
dell'inadempienza dell'impresa pubblica di pulizia. Poi un interrogativo girato
direttamente al titolare del Viminale: “Ma qualcuno ha spiegato al ministro
Amato che i Comuni e non i commercianti sono tenuti alla pulizia delle strade e dei marciapiedi, ma soprattutto
alla loro sicurezza? E che per questo
servizio i commercianti pagano una tassa (che non e' proprio bellissima) per la raccolta, lo smaltimento dei rifiuti e per la pulizia di strade e
marciapiedi? Meritiamo un governo che
non ci chieda di pagare i vizi della politica, ma che ci dia garanzie di
tornare a casa vivi di sera, dopo un’onesta giornata di lavoro”.