Nel bollettino di gennaio, la
Banca Centrale Europea si dice pronta “a intervenire con tempestività e
fermezza per assicurare la stabilità dei prezzi nel medio periodo”. L’Istituto
di Francoforte conferma così di fatto la possibilità di un nuovo rialzo dei
tassi di interesse, peraltro ampiamente atteso dagli analisti, nella prossima
riunione, fissata per l'8 marzo. Attualmente i tassi di riferimento sono al
3,50 per cento. Nell’editoriale del bollettino, la Bce afferma che “le
prospettive di medio termine per l’attività economica restano favorevoli e
permangono i presupposti affinché l’economia dell'area euro cresca a ritmi
sostenuti, prossimi al potenziale”. Più in dettaglio, la Bce rileva che
“la domanda interna nell’area
euro dovrebbe permanere vivace. Gli investimenti dovrebbero restare dinamici,
beneficiando di un prolungato periodo caratterizzato da condizioni al
finanziamento molto favorevoli, ristrutturazioni dei bilanci, utili elevati e guadagni
di efficienza delle imprese. Anche i consumi dovrebbero rafforzarsi
ulteriormente nel tempo, in linea con l'andamento del reddito disponibile,
allorché la situazione occupazionale continuerà a migliorare”. I rischi su
questo scenario continuano ad essere rappresentati dai timori per un aumento
del protezionismo, la possibilità di un nuovo rincaro del greggio e l'eventuale
evoluzione disordinata connessa agli squilibri mondiali. Per quanto riguarda i
prezzi, il board della Bce continua a ritenere che le prospettive restino
soggette a rischi al rialzo, ''derivanti in particolare da una trasmissione dei
passati rincari del greggio ai prezzi al consumo superiore al previsto, da
ulteriori incrementi dei prezzi amministrati e delle imposte indirette oltre a
quelli finora annunciati, nonché dalla possibilità di nuovi rincari del
petrolio”.