La Finanziaria supera la prima
prova a Palazzo Madama. Con 161 no e 156 sì sono state infatti respinte le
cinque pregiudiziali di costituzionalità della Cdl che avrebbero fatto decadere
il provvedimento, con conseguenze gravi per Unione ed Esecutivo. “Abbiamo
rinviato la spallata”, ha commentato a caldo il presidente del Consiglio,
Romano Prodi. “Il risultato del Senato – ha aggiunto - dimostra ancora una
volta che la maggioranza, quando è ora di votare, vota compatta”. La manovra
può iniziare così il suo cammino in Senato in attesa che il Governo sveli le
carte sulla fiducia. La decisione potrebbe arrivare già mercoledì. Critiche
dall’opposizione, che accusa il Governo di fare “melina” per guadagnare tempo
in attesa del maxiemendamento.
Domani è previsto un altro
'test' per Unione e Governo, quando con tutta probabilità inizieranno le
votazioni sugli emendamenti al ddl bilancio e poi alla manovra. La Cdl,
infatti, non si farà sfuggire l’occasione di presentare in Aula prima dell’inizio
del voto la richiesta del 'non passaggio agli articoli' che, se accolta,
bloccherà l’iter del provvedimento rispedendolo in commissione per un esame
supplementare.
Sullo sfondo, ma non troppo, resta sempre l’ipotesi fiducia. “Nessuno desidera mettere la fiducia - aveva detto in mattinata Prodi - ma questa diventa necessaria se il numero degli emendamenti e la lunghezza della discussione lo renderà necessario”. A chiedere ai senatori del centrodestra di ridurre a 200 i propri emendamenti alla manovra è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti. Piccate le repliche dell’opposizione. “Non è mai successo – ha detto il capogruppo di Forza Italia in Senato, Renato Schifani - che un ministro dettasse i numeri, lo considero un atteggiamento offensivo. Il numero di emendamenti presentato dall’opposizione è il più basso degli ultimi anni, il presidente del Consiglio non ha proprio alibi”. Ma per il Governo le preoccupazioni arrivano anche dalla maggioranza stessa: il capogruppo dell’Udeur a Palazzo Madama, Tommaso Barbato, ha minacciato di non votare la manovra se non verrà restituita interamente ai magistrati l’indennità tagliata con la scorsa legge finanziaria.