Lo “scheletro” della Finanziaria comincia faticosamente a
comporsi. Ieri, il ministro
dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa dopo aver ricevuto dai singoli ministeri
l'elenco di tagli e nuove spese, e' salito a Palazzo Chigi per una prima
ricognizione con Romano Prodi. Ma il primo momento della verità arriverà solo
domani quando in Consiglio dei ministri si cominceranno a vagliare le singole
proposte. Entro domani Prodi conta di avere sul tavolo anche la
'contro-manovra' promessa dalle forze della 'Cosa Rossa'. Dopo l'incontro con
Padoa-Schioppa, Prodi ha ribadito davanti ai parlamentari dell'Ulivo riuniti a
Frascati, quale saranno le linee guida della prossima Finanziaria. "Non ci
saranno operazioni di risanamento o nuove tasse" ha ribadito, spiegando
che "per la prima volta da molti anni ci si potrà concentrare su crescita
e ed equità”. A rendere ottimista il premier anche i risultati della lotta
all'evasione “che potrà mobilitare risorse per arrivare ad un Paese meno
oppresso dalla spesa pubblica”. Resta il fatto ha ripetuto Prodi che
"anche se possiamo dire che l'emergenza e' passata serve realismo e non si
puo' dimenticare che solo l'anno scorso abbiamo pagato 69 miliardi di interessi
sul debito pubblico". In ogni caso per Prodi e' ancora presto per fare
cifre sull'entita della manovra anche se ieri il presidente della commissione
Bilancio della Camera Lino Duilio al termine di un incontro con Padoa Schioppa
parlava di 15 miliardi. “Le cifre non le abbiamo fatte e le faremo solo quando
avremo un quadro chiaro della situazione, per cui e' inutile inventarsi il
solito balletto di cifre”. Il ministro dello Sviluppo economico Pieruigi
Bersani vede un quadro sostanzialmente positivo. “Per la prima volta, la
Finanziaria sta venendo alla luce con il segno visibile di una forte
collaborazione”.