Per la riforma delle pensioni
messa a punto dal Governo si apre una settimana importante. Questa sera a
Palazzo Chigi è previsto un incontro con le parti sociali per la firma del
protocollo. Un appuntamento di rilievo soprattutto perché la Cgil (che al
contrario della Cisl e della Uil non ha sottoscritto l’intesa ma si è limitata
a “prendere atto”) dovrà far conoscere la propria posizione ufficiale. In
settimana, inoltre, potrebbe essere resa nota la valutazione di merito del commissario
europeo agli Affari economici, Joaquin Almunia, sull’accordo sull’età
pensionabile.
Il Governo deve intanto far
fronte alle richieste della sinistra radicale che vuole modificare la riforma
delle pensioni ritenendola insoddisfacente. “Chiediamo soltanto il rispetto del
programma di governo”, sostiene il presidente dei senatori di Prc, Giovanni
Russo Spena avvertendo che il suo partito intende chiedere ai propri iscritti
se sia il caso di restare o meno in un Governo che finora ha fatto meno di quello
che avrebbe potuto fare. Critico è anche il Pdci. L’eurodeputato Marco Rizzo
arriva a definire l’accordo “per certi versi peggiore persino della legge
Maroni”. Il ministro degli Esteri Massimo D’Alema si dice “stupito” dalle
reazioni della sinistra radicale perché la riforma delle pensioni rappresenta
“un punto di svolta” ed un “successo” del Governo. Mentre il segretario
generale della Cisl, Raffaele Bonanni, suggerisce al Governo di porre la
fiducia sulla riforma in modo da “blindarla” e metterla al riparo da possibili
ritocchi. Io non capisco la presa di posizione della sinistra radicale, afferma
Bonanni, percheé erano 20 anni che non c’era “un avanzamento così riformista”.
L’opposizione si prepara a dare battaglia. Il responsabile lavoro di Forza Italia, Maurizio Sacconi, avverte che la Cdl aprirebbe una vera e propria questione democratica se il Governo tentasse di sottrarre la riforma all'esame puntuale dei due rami del Parlamento.