Conti pubblici: Italia e Francia sotto la lente di
Bruxelles
Francia e Italia osservate speciali ai lavori di
Eurogruppo di Bruxelles. A tenere banco sono stati i dubbi legati al Dpef
presentato dal Governo di Roma e la volonta' di Parigi di allungare i tempi per
giungere al pareggio di bilancio. E se l'Italia e' tornata a garantire il
rispetto dei vincoli di finanza pubblica la Francia ha ribadito di voler
giungere al pareggio di bilancio entro il 2012 e non entro il 2010. L'Italia ha
invece fissato il traguardo nel 2011. Per quanto riguarda il nostro Paese a
preoccupare non e' stato solo il rallentamento sulla strada del risanamento,
ammesso pure dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, ma anche le
possibili ricadute di una riforma delle pensioni che a giudizio dei partner
europei sarebbe eccessivamente generosa. Una situazione sottolineata in
particolare dalla Germania, come spiegato dal ministro tedesco delle Finanze
Peer Stenbrueck. “Italia e Francia hanno situazioni non comparabili visto che
l'Italia deve fronteggiare molti altri problemi”. Dalla riunione di Eurogruppo
di ieri in ogni caso e' stato ribadito che le politiche di rigore non possono
venir attenuate e che “il patto di stabilita' deve comunque essere rispettato”,
come sottolineato con forza anche dal ministro belga delle Finanze Didier
Reynders. In piu' si e' spiegato che l'impegno comune e' quello di ridurre
strutturalmente il deficit dello 0,5% del pil ogni anno. In quest'ottica e'
giudicato insufficiente l'impegno italiano di ridurlo dello 0,2%. Dopo
Eurogruppo oggi ci sara' la riunione di Ecofin che oltre che di finanza
pubblica potrebbe occuparsi anche della possibile successione del direttore del
Fondo monetario internazionale dopo le annunciate dimissioni dello spagnolo
Rodrigo Rato. “Non credo si arrivera' a una decisione - ha spiegato ieri la
portavoce del commissario Ue Joaquim Almunia - ma prevedo uno scambio di
opinioni. In ogni caso la Commissione spera che i 27 si decidano rapidamente e
ci sia una candidatura adeguata”.